Vanity Fair 11/01/2007, Marina Cappa, 11 gennaio 2007
Secondo noi il sesso. Vanity Fair 11 gennaio 2007. 8 donne e un mistero... ed Eva Robin’s. Eva in realtà non è un personaggio misterioso: della sua identità ha spesso parlato, qualche volta anche raccontando bugie
Secondo noi il sesso. Vanity Fair 11 gennaio 2007. 8 donne e un mistero... ed Eva Robin’s. Eva in realtà non è un personaggio misterioso: della sua identità ha spesso parlato, qualche volta anche raccontando bugie. Nata uomo (con il nome Roberto Coatti) ma esteriormente femminilissima, anche oggi che ha 48 anni e indossa calze viola tutte traforate e giubbetto di pelle, si prepara a debuttare a Roma il 9 gennaio, accanto (fra le altre) a Sandra Milo e Corinne Cléry. In 8 donne e un mistero, diretto da Claudio Insegno e musicato da Rossana Casale, interpreterà la parte che al cinema (nel film di François Ozon, dove un uomo è assassinato e le donne di casa sono tutte sospettate) era di Isabelle Huppert: «Una befanoide, con gli occhialoni, che dopo si rivela belloccia». E lei come si sente oggi? «Mi sono tolta l’impaccio di essere bella. E poi non si può essere sempre attraenti. Io a momenti sono un rospo, in altri casi mi piaccio. Non è solo una questione di età, ma di metabolismo, ciclo ormonale... artificiale, nel mio caso. Invecchiare ha i suoi vantaggi: va via la vista, ma vedere tutto a una certa età non è fondamentale, va via l’udito e in fin dei conti non importa ascoltare tutto quello che ti dicono dietro le spalle» (Eva, che ha voce femminile arrotondata da un’inflessione bolognese, ha la battuta e la risata facile: è in questi momenti che i suoi toni vocali si abbassano, ndr). Ritocchi? «Favorevolissima. Ne parlavo con il mio psicologo: se io esteticamente mi aiuto, una parte della mia personalità può rilassarsi e lavorare psicologicamente sulle cose che servono a diventare matura». Quindi, finora che cosa ha fatto? «Uh, piccole cose. Progetto il Thermage, una punta riscaldata a 60 gradi e applicata dove c’è il cedimento: ti dà una reazione che fa riattaccare i muscoli dove stanno cedendo. Certo, alcune signore si sono riscaldate tanto che vivono con la faccia nel freezer. Non ho mai fatto il botulino, ma mi piacerebbe. Sono favorevole a tutto. A siliconarmi la bocca, negli anni ”70, sono stata una delle prime». Ma lei continua le cure di ormoni? «Sì, aiutano le donne che si avvicinano alla menopausa, e anche me che avrò l’andropausa. E fanno bene alla pelle, al desiderio, ai capelli». Effetti collaterali? «Le occhiaie, ma almeno la mattina mi risolvono quei problemi...». Quali? «Gli effetti con cui una signora non vorrebbe risvegliarsi... insomma, l’alzabandiera». Scusi, ma lei anni fa aveva raccontato a un settimanale di essersi operata. «A volte ti obbligano a dire certe cose, perché è quello che vuole il pubblico del giornale». Noi vorremmo la verità. «Non l’ho fatta.Tanto è vero che per via del pene non ho potuto fare l’Isola dei famosi». E perché non si è operata? «Mi sono detta che un orifizio in più non mi serviva a niente. Non era la mia storia. L’avrei dovuto fare da giovanissima, ma ormai sto bene così. Perché cambiare oggi? Per compiacere il desiderio maschile, quello della mia testa e quello altrui? No». Da giovanissima com’era? «A quell’età mi si volevano fare tutti, stimolavo molto la curiosità. Adesso mi lasciano più tranquilla». Ma gli uomini dall’ambiguità sessuale sembrano sempre più attratti. «Altroché! C’è moltissima offerta di terzo sesso, e questo perché la domanda è alta. Il trans è un delirio del desiderio maschile. Certo, il più delle volte l’uomo relega alla transazione economica, quindi alla prostituzione». Lei ha un uomo adesso? «No, vivo con i miei tre gatti. una complicazione che non mi serve. Ma ho vissuto 16 anni con un uomo, 8 con una donna, 5 con un’altra... Le storie con gli uomini innescano un mio procedimento di competizione non molto sano. Da ragazza tendevo a scappare dai sentimenti. Da adulta le cotte sono diventate ustioni, intollerabili. Stare lì a sospirare una telefonata oggi mi sembra così inadeguato». romantica? «Ho un’idea infiorettata, provenzale, dell’amore. Ma sono molto passionale». Con le donne come va? «Sono più comprensive». Prova la stessa attrazione per maschi e femmine? «No, sono molto più attratta dall’uomo, mi eccita di più. Alcuni sono esseri veramente grevi, e questo mi esalta, mi dà la vampata. Con le donne ho un rapporto più misurato, non sono coinvolta totalmente. C’è più amicizia, sia pure con sensualità». Com’è il sesso con le donne? «Io mi documento: mi tengo sempre aggiornata con i film porno, per capire che cosa fanno gli uomini con le donne. Vedo però che l’eccitazione maschile è sempre un po’ legata al disprezzo verso la partner. Questi film sono didattici, ma mi devo essere fatta un’idea leggermente deviata. Nella realtà, comunque, io le mie donne le tratto bene». Però diceva che si è un po’ «ritirata». «La sessualità è un bellissimo modo di sperimentarsi, ma abbiamo dato, adesso sono più occupata su altre cose». Perché va dallo psicologo? «Lo frequento ogni tanto, per riuscire a liberarmi da alcune durezze che ho quando mi fidanzo. Vengono dalla zona materna: mia madre, che mi ha avuto con un uomo che è scappato con un’altra, mi ha trasmesso questa idiosincrasia verso il maschile. Io con il maschile sono sempre in guerra. Però ne sono attratta. Così prendo, uso e poi lascio. Non mi interessa, al di là delle dimensioni del pene». Le dimensioni contano? «A livello visivo sì. Come vedere un bel piatto abbondante, anche se alla fine non sai che fartene». Con la famiglia ha rapporti stretti? «No, mia madre è morta. Le mie sorelle le sento ogni tanto. Con mio fratello ho interrotto ogni rapporto. Vede che ho problemi con il maschile?». E suo padre? «Lui è già una figura un po’ a cavallo. Pensi che ha i capelli tenuti lunghi, un po’ tinti. Poco tempo fa l’hanno ricoverato in ospedale e l’hanno messo nel reparto delle donne. Si sono accorti che era un uomo solo al momento della padella. Una bella faccenda, per lui che era un playboy, che mi ha sempre chiamato Roberto e non ha mai riconosciuto la mia identità». Sulla sua carta d’identità che nome è scritto? «Roberto. Non mi dispiacerebbe poter cambiare. D’altra parte, c’è ancora molto da fare. Con Luxuria abbiamo appena girato uno spot sui diritti civili delle trans discriminate sul lavoro». Conosce bene Luxuria? «Abbastanza, avevamo anche proposto un pezzo a Sanremo, Un’anima a metà. Cantava di una donna bella e una meno. Con l’età, le belle invecchiano, le brutte no, nessuno se ne accorge e per loro è un riscatto. Succede, anche se io lotto per tenermi in forma. Vede le gambe? Per non farle rovinare, vado in giro ovunque in rollerblade». Fra una pattinata e una recita in teatro, continua a fare film? «Ne ho tre in uscita, piccoli: Tutte le donne della mia vita di Simona Izzo, Di che vizio sei? per la Tv. E una pellicola di Andrea Adriatico, dove faccio una tassista con tutti i piercing in faccia». Dal vivo è più sobria... «Oggi, ma da ragazza ero molto stravagante, enfatizzavo, mi presentavo a mia madre coperta di finto sangue, o travestita nei modi più assurdi. Mi ricordo con Renato Zero e Amanda Lear agli inizi: eravamo i Robespierre del costume, decisamente sopra le righe». Com’è Amanda Lear? «Intelligentissima. Con un limite: non riesce a dire la verità». E lei ci ha detto la verità? «Sì, le bugie sono troppo faticose». Marina Cappa