Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  gennaio 18 Giovedì calendario

MARZOUK

MARZOUK Azouz Zaghouan (Tunisia) 28 aprile 1980. Marito di Raffaella Castagna, padre di Youssef, genero di Paola Galli, famiglia sterminata l’11 dicembre 2006 dai vicini di casa Rosa Bazzi e Olindo Romano (che uccisero anche la vicina Valeria Cherubini). Già in carcere per spaccio, fu il primo sospettato per la strage, presto scagionato dal suocero visto che mentre venivano commessi i delitti si trovava in patria • Scoperta la verità, in molti gli hanno chiesto scusa. Pierluigi Battista: «Se Azouz Marzouk non avesse avuto un alibi formidabile, è possibile addirittura che l’errore avrebbe faticato a venire a galla, con i veri assassini lasciati in libertà. Il pregiudizio offusca» (Pierluigi Battista, ”Corriere della Sera” 12/1/2007) • stato il primo grande personaggio televisivo del 2007. Antonio Dipollina: «Davanti a lui, Mentana ha allestito una sorta di grandinata televisiva che comprendeva il bene, il male, la santificazione e quel certo non so che, ancora in pista, che aleggia sul suo personaggio. Torchiato sotto ogni profilo, vellicato qui e là, poi esposto a trovate che di solito usano altri programmi, ma che stavolta hanno trovato cittadinanza anche a ”Matrix”: ovvero le interviste alla gente per strada, con telecamera nascosta e volti travisati (ma nemmeno tanto) in modo da squadernare anche il livore di quelli che, anche senza essere Calderoli, dicono che con ”quel tunisino” i conti non tornano, che i precedenti eccetera, che quella casa era l’inferno fino a trovare (matematico) quello per strada che si mette a dire: ”E dai un giorno, e dai l’altro, poi quelli già non erano gente a posto e figuriamoci con quello che dovevano patire”. Un abisso di tristezza. In tutto questo lui, Azouz, consenziente, con avvocato di rinforzo: cos’abbia davvero in mente non si capisce, a cosa punti nel futuro nemmeno, ma in teoria sarebbe anche una sua dignitosa scelta privata da risolvere con se stesso. Però ad ogni apparizione televisiva in più (e per ribadire cosa, poi? Nulla, per fare televisione, perché glielo chiedono) i margini di scelta dignitosa si ridimensionano, le cose da dire perdono sempre più valore e c’è spazio solo per nuove forzature e nuovo mangime televisivo» (Antonio Dipollina, ”la Repubblica” 17/1/2007).