M. Antonietta Calabrò, Corriere della Sera 17/1/2007, pagina 21., 17 gennaio 2007
Poligamia, la protesta delle donne «Vogliamo una rete di protezione». Corriere della Sera, mercoledì 17 gennaio Il mondo islamico si spacca dopo le rivelazioni del «Corriere della Sera» sul «matrimonio» poligamico tra «Lia Haramlik» e il segretario nazionale dell’Ucoii, Hamza Piccardo, finito con un ripudio via sms, come ha scritto ieri Magdi Allam
Poligamia, la protesta delle donne «Vogliamo una rete di protezione». Corriere della Sera, mercoledì 17 gennaio Il mondo islamico si spacca dopo le rivelazioni del «Corriere della Sera» sul «matrimonio» poligamico tra «Lia Haramlik» e il segretario nazionale dell’Ucoii, Hamza Piccardo, finito con un ripudio via sms, come ha scritto ieri Magdi Allam. «Non ho niente in particolare contro la poligamia – aveva scritto Lia sul suo blog – ma mi limito a osservare che esistono delle regole. Chiedo alla comunità islamica una rete di protezione per le donne». «Lia» aveva precisato la sua proposta, sulla falsariga di quello che avviene nella comunità ebraica. «Gli ebrei hanno una consulta rabbinica chiamata a dirimere i contenziosi tra i coniugi sposati con rito solo religioso». Per il suo ex, invece, cioè per Piccardo, capo dell’organizzazione che controlla l’80 per cento delle moschee italiane, e che annuncia querele contro il vicedirettore del Corriere Magdi Allam, quello con Lia non sarebbe stato neppure un matrimonio: parla di una «storia tra adulti», sostiene che «un rito in moschea» può essere una promessa, «un’intenzione davanti a Dio, fatta in buona fede», ma che non si concretizza, «comunque un fatto privato, un atto privo di rilevanza civile. Dunque con la poligamia non c’entra affatto». Lo stesso capo della comunità religiosa islamica, Coreis, Yahya Pallavicini, sottolinea che «questa storia è semplice squallore». Una visione contestata da Dacia Valent, dell’Islamic Anti Defamation League, secondo la quale non si tratta di «una Beautiful islamica, ma dei diritti delle donne». Fatto sta che la vicenda ha fatto riesplodere il problema della poligamia proprio mentre è in discussione la nuova legge sulla libertà religiosa. Ma a chi evoca il rischio che proprio grazie alle nuove norme la poligamia si diffonda ancora di più, come ha fatto un gruppetto di deputati di Forza Italia, Valdo Spini (Ds), uno dei due relatori della legge, risponde che è vero semmai il contrario: «Sono "matrimoni" che non hanno rapporti con il codice civile. Senza una nuova legge rimarrà tutto com’è, un magma indistinto». D’Alia dell’Udc ha invitato a non enfatizzare il problema. Borghezio della Lega ha invece chiesto alla Ue di sancire «l’assoluta incompatibilità della poligamia con i valori fondanti della nostra Unione». M. Antonietta Calabrò