Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  gennaio 17 Mercoledì calendario

Luigi Sica, 16 anni compiuti a luglio. Napoletano, figlio di un muratore, soprannominato Maradona per il suo talento col pallone, giocava come difensore in una squadra di quartiere e per guadagnarsi qualche soldo dava una mano al padrone d’una pelletteria

Luigi Sica, 16 anni compiuti a luglio. Napoletano, figlio di un muratore, soprannominato Maradona per il suo talento col pallone, giocava come difensore in una squadra di quartiere e per guadagnarsi qualche soldo dava una mano al padrone d’una pelletteria. Lunedì come d’abitudine andò al lavoro, poi ad allenarsi, tornò in casa per la cena, salutò la madre e raggiunse gli amici. A un certo punto, forse per uno sguardo brutto, forse per una parola di troppo, prese a discutere con un altro gruppetto di ragazzini soliti radunarsi nella stessa piazza. Tra questi un Ciro non ancora quindicenne, figlio di persone perbene, meccanico in una piccola officina della città. Nella mischia un B.M. di anni 16 mise un coltello nella mano di Ciro, lui infilò la lama nella pancia e nella gola di Luigi, l’altro si ricacciò in tasca l’arma rossa di sangue mentre l’accoltellatore scappava via. Ai carabinieri che lo portavano in galera, Ciro disse tra i singhiozzi: «Ma non volevo ucciderlo». Nottata di lunedì 15 gennaio davanti al benzinaio di via Santa Teresa degli Scalzi, Napoli.