Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  gennaio 17 Mercoledì calendario

CASULA

CASULA Emidio Gossosnò (Oristano) 14 gennaio 1939. Poltico. Sottosegretario alla Difesa nel Prodi II. Nel 2006 è stato eletto deputato nella Rosa nel Pugno, dopo una lunga carriera politica in Sardegna. Ingegnere, è stato sindaco di Gossosnò. Dopo essere entrato in consiglio regionale, è stato più volte assessore della Regione. Prima dei Lavori pubblici, poi del Turisimo e Artigianato. Componente dell’Esecutivo nazionale dello SDI; Segretario Regionale del partito in Sardegna. Il 16 gennaio 2007 sconosciuti (gruppiscoli dell’eversione sarda? Anarcoinsurrezionalisti? Brigatisti-indipendentisti?) gli hanno piazzato una bomba sulla porta di casa a Bacu Abis, vicino Carbonia (e in contemporanea hanno fatto lo stesso a Pirri, sobborgo di Cagliari, con Antonangelo Casula, altro sottosegretario del Prodi II al quale non è però legato da vincoli di parentela) • «[...] Due bombe simili, non ad alto potenziale, ”confezionate dalla stessa mano”, dice il generale Gilberto Murgia, comandante dei carabinieri della Sardegna. Ma non in grado di esplodere: ”Sono stati compiuti errori tecnici nel prepararle”, spiega Giacomo Deiana [...] questore di Cagliari. Imperizia o scelta di compiere un’azione dimostrativa? [...] Emidio Casula (Sdi), sottosegretario alla Difesa, ha la delega a trattare la delicata questione delle basi (La Maddalena, Perdasdefogu, Teulada e Capo Frasca) e delle servitù militari (24 mila ettari nell’isola, 18 mila nelle altre regioni italiane) che la Sardegna vorrebbe ridurre. Un bersaglio-simbolo probabile. [...] stata la scorta del sottosegretario alla Difesa ad accorgersi di un sacchetto di plastica accanto alla porta di casa. Allarme immediato, casa circondata, poi gli artificieri hanno disinnescato l’ordigno: un tubo di metallo con due piastre alle estremità, dentro esplosivo da cava, detonatore, una sveglia-timer, fili elettrici e polvere da sparo. [...]» (Alberto Pinna, ”Corriere della Sera” 17/1/2007).