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 2007  gennaio 17 Mercoledì calendario

Il sommerso e le pensioni. Corriere della Sera, mercoledì 17 gennaio Nel vertice tra governo e partiti della maggioranza sull’agenda 2007, non è chiaro se le discussioni abbiano preso in esame una palese contraddizione dell’economia italiana come il divario fra guadagni e spese delle famiglie

Il sommerso e le pensioni. Corriere della Sera, mercoledì 17 gennaio Nel vertice tra governo e partiti della maggioranza sull’agenda 2007, non è chiaro se le discussioni abbiano preso in esame una palese contraddizione dell’economia italiana come il divario fra guadagni e spese delle famiglie. Secondo l’Istat, metà delle famiglie risulta impoverita con redditi che non superano 1.800 euro al mese, altre vivono in condizioni economiche peggiori. Eppure l’Italia risulta la prima società europea per numero di automobili, 58 su cento abitanti contro 55 in Germania, 51 in Svizzera, 50 in Gran Bretagna, Francia e Austria ( Corriere della Sera, 29 dicembre). La profusione dei ciclomotori, nelle nostre città, è senza confronti altrove. I telefoni cellulari di possesso e uso personale si propagano ancora fra i giovanissimi, 15 per cento a 8-9 anni, 42 a 10-11, poi 69 a 12-13 per diventare 90 a 14-16 anni ( Panorama, 4 gennaio, indagine Doxa). da segnalare anche l’imponente ricorso a lotterie, giochi, scommesse, new slot, che nel 2006 ha raggiunto 33,4 miliardi d’euro, più 16 per cento rispetto al 2005 ( Repubblica, 3 gennaio). Come si spiegano simili disponibilità di denaro, dinanzi alle tante famiglie impoverite secondo l’Istat? C’è di mezzo, si capisce, la diffusione dei guadagni occulti nell’economia detta sommersa o nera, ossia l’evasione fiscale, che l’Istat non può censire o quantificare. Ma non si tratta solo delle tradizionali fobie antitasse, più facilmente coltivate nei ceti non soggetti a detrazioni alla fonte da reddito dipendente. C’è di più. Le tendenze politiche e sindacali che avversano la dilazione dell’età pensionabile in rapporto all’accresciuta longevità di massa dovrebbero domandarsi quanti pensionati, a 57 anni o poco più, possano e vogliano fare a meno di procurarsi un salario nell’economia sommersa e senza tasse, da sommare alla pensione più o meno modesta. La domanda non è da eludere. Quanti e quali pensionati a 57 anni, che ormai non è una tarda età, possono rimanere davvero nullafacenti, superando disagi psicologici e ancor più economici considerato che l’erosione delle pensioni ha un irrisorio adeguamento all’inflazione? Il divario fra i dati sui redditi familiari e l’entità delle spese per disparati consumi più o meno essenziali può dunque spiegarsi così, almeno in parte. Non affiorano, dopo tutto, diverse spiegazioni, senza perciò ignorare l’iperconsumismo dei ceti abbienti dediti all’evasione o all’elusione tributaria. Nel riesame del sistema previdenziale, imposto da problemi consistenti e urgenti, la dilazione dell’età pensionabile comporta tuttavia deroghe necessarie per i mestieri e i compiti definiti usuranti. Ora si tratta di specificare l’estensione delle deroghe prioritarie o ineccepibili, compito arduo considerando la molteplicità delle condizioni di lavoro che si possono definire usuranti sotto i sessant’anni. Pochi esempi. Oltre ai minatori del carbone, gli operai sulle più stressanti catene meccaniche di montaggio, i macchinisti dei treni, i conduttori di autobus nella congestione del traffico urbano, gli addetti alle infermerie d’emergenza e così avanti. La casistica è senza limiti chiari e non opinabili. Qualcuno magari vorrà definire usurante la vita stessa, in qualche misura con ragione, anche se l’argomento, come si dice, «prova troppo» e non risolve niente. Alberto Ronchey