Augusto Zamora, Corriere della Sera 17/1/2007, pagina 11., 17 gennaio 2007
«Gli Usa e i sionisti non oseranno attaccarci», intervista a Ahmadinejad. Corriere della Sera, mercoledì 17 gennaio Managua
«Gli Usa e i sionisti non oseranno attaccarci», intervista a Ahmadinejad. Corriere della Sera, mercoledì 17 gennaio Managua. Signor presidente Ahmadinejad, gli Stati Uniti accusano Iran e Siria di favorire la guerra in Iraq e hanno minacciato ritorsioni. Qual è la posizione dell’Iran? «Gli Stati Uniti, che si trovano a diecimila chilometri di distanza, hanno inviato le loro truppe in Iraq. Inoltre, accusano i Paesi limitrofi di contribuire alla guerra. Il popolo iraniano e quello iracheno hanno convissuto in pace per centinaia di anni. Credo che sia arrivato il momento che le grandi potenze abbiano una percezione diversa delle vicende internazionali e di questa regione. Non c’erano armi di distruzione di massa, e adesso non c’è più Saddam. L’Iraq è dotato di una costituzione e di un buon governo eletto dal popolo. Pertanto, perché britannici e nordamericani si trovano ancora in Iraq? Il problema dell’Iraq è la presenza di truppe straniere». L’esecuzione di Saddam è stata molto criticata, ed è stata considerata un errore politico, in quanto aumenta tensioni e rancori tra sciiti e sunniti. «Gli iracheni sono un popolo, una nazione. Per centinaia di anni, le differenti etnie, sciiti, sunniti e curdi, hanno convissuto in pace. Solo dopo l’intervento britannico e americano compaiono in Iraq il problema sciita e il problema sunnita. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna cercano di seminare rivalità per poter dominare l’Iraq. Saddam non era né sunnita né sciita, non era musulmano. Per dieci anni almeno, è stato protetto dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna. Oggi c’è irritazione perché in quella regione non c’è più nessuno pronto a obbedire». Un quotidiano britannico ha riportato la notizia che Israele starebbe preparando un attacco, che potrebbe essere addirittura atomico, contro le installazioni nucleari iraniane. Come risponderebbe l’Iran? «Il regime sionista è un regime illegittimo. stato creato essenzialmente come minaccia per altri popoli. La totalità dei popoli del Medio Oriente odia il regime sionista. un regime imposto, dittatoriale, totalitario, sulla regione. Quel regime ha interesse a nuocere al popolo iraniano. Hanno molti sogni, ma non sono onnipotenti. Conoscono bene la forza del popolo iraniano. Credo che non oseranno mai attaccarci, né loro né i loro padroni. Non commetteranno una simile sciocchezza». I giornali di tutto il mondo hanno scritto che lei avrebbe chiesto la distruzione di Israele. così? «Io ho fatto due domande e ho presentato due proposte. La mia prima domanda è la seguente. Se l’Olocausto è stata una realtà, perché non esistono informazioni chiare? Tutti abbiamo potuto vedere che qualunque ricercatore che voglia farsi aprire delle porte per indagare viene condannato. Se effettivamente l’Olocausto è avvenuto, dove è avvenuto? E l’altra domanda è: che colpa ne ha il popolo palestinese? Con la scusa dell’Olocausto, per sei decenni è stato imposto un regime al popolo palestinese, la maggior ingiustizia che sia mai avvenuta in tutta la storia dell’umanità. Abbiamo anche formulato due proposte ben chiare agli occidentali. La prima proposta è stata: se siete stati voi ad imporre quel regime al popolo palestinese, dovete essere voi a toglierlo. Se non accettano la prima proposta, si può passare alla seconda, che consiste nell’indire un referendum popolare, democratico, al quale possa partecipare l’intero popolo palestinese, con i cristiani, gli ebrei e i musulmani. Noi non vogliamo la guerra, non vogliamo conflitti, non vogliamo odio. Quello che vogliamo è risolvere il problema del regime sionista, che è l’origine dell’odio. Se risolviamo la causa del problema, il problema non ci sarà più». Il rapporto della Commissione bipartisan creata dal governo Usa afferma che il ruolo dell’Iran è indispensabile ai fini della pacificazione dell’Iraq. Sareste disposti a collaborare? «Noi aspiriamo al raggiungimento della pace per il bene di tutti, perché siamo i primi ad essere messi in pericolo dalla mancanza di sicurezza in Iraq. Noi chiediamo a Dio che porti la pace e la sicurezza in Iraq, ma quello che per noi è chiarissimo è che né gli Stati Uniti né la Gran Bretagna vogliono la pace in Iraq. Vogliono indebolire un governo popolare, legittimo. Se loro cambiassero atteggiamento, cambierebbe tutto». Il Consiglio di Sicurezza ha approvato una risoluzione che impone sanzioni minime all’Iran, con il voto di Russia e Cina, considerate alleate dell’Iran. Come è stato interpretato dall’Iran l’appoggio alle sanzioni? «Stati Uniti e Gran Bretagna sono contrari al progresso del popolo iraniano. Dicono di essere contro le armi nucleari, ma è noto a tutti che il regime sionista possiede armi atomiche. L’Iran ha collaborato generosamente con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Abbiamo rispettato tutte le norme. Ci considerano il miglior membro dell’Agenzia. Nonostante questo, esistono Paesi che attaccano il nostro sviluppo. In ogni caso, avrà scarsi effetti sulla nostra posizione politica. Riteniamo che questa situazione ponga gli Stati Uniti e la Gran Bretagna in una situazione di maggiore debolezza. Sono sempre più isolati nel mondo». Augusto Zamora (El Mundo)