La Stampa 16/1/2007, pagina 32., 16 gennaio 2007
Lettera. La Stampa, martedì 16 gennaio Se provo a dirlo con tutta sincerità, mi vien fuori che se fossi francese non è sicuro che voterei per Ségolène Royal
Lettera. La Stampa, martedì 16 gennaio Se provo a dirlo con tutta sincerità, mi vien fuori che se fossi francese non è sicuro che voterei per Ségolène Royal. Non è un bel dire perché in Italia sono una fedelissima dell’Ulivo e nemmeno sotto torchio voterei per la destra. Di solito sostengo le scelte della sinistra in tutti gli altri Paesi. Sulla Francia però non mi viene bene. Come dire no alla Royal? La ammiro, ha tutto quello che si può desiderare, da una bella vita spesa bene con tutti i figli, alla grazia, alla voglia di rinnovare, di rivolgersi a tutti. Ma mi è piaciuta la presentazione ieri di Sarkozy e mi piace quello che dice. Il problema - forse dire problema è troppo - è che l’elenco delle promesse di Sarkozy mi sembra più concreto di quello della Royal. Poi, c’è un fatto psicologico, che è difficile da dire senza sembrare negativi, ma che è anche una sensazione precisa, ed è che la Royal non mi dà la stessa sicurezza che dà Sarkozy. In fondo questo bulletto è riuscito tuttavia a tirare presto la Francia fuori dagli scontri delle banlieues, saprebbe fare lo stesso la Royal? Appena formulo questa idea mi sento quasi una peccatrice, perché sono certa che in questo mio istinto agisce l’affidamento al maschio. Tuttavia è anche così che si vota, non le pare? Roberta Martinelli Ancona