Varie, 16 gennaio 2007
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Musso Enrico
• Genova 14 febbraio 1962. Economista. Nel 2007 candidato sindaco di Genova di Forza Italia nonostante una vecchia intervista al Corriere Mercantile (22 febbraio 2002) in cui definiva Berlusconi «una iattura per l’Italia». Nel 2008 eletto al Senato (Pdl) • « Dei 163 senatori che ieri (20 gennaio 2010) hanno votato la legge (processo breve) scritta da Ghedini, firmata da Gasparri e approvata da Alfano non uno solo si è alzato per dire che serve solo a Berlusconi. L’unico che ha avuto il coraggio di farlo è stato il genovese Enrico Musso. Il quale ha rimproverato al suo gruppo di non aver voluto “ammettere pubblicamente” di avere l´obiettivo, “che è diventato una specie di agenda nascosta, della tutela del presidente Berlusconi”. Era la prima volta che in Parlamento un berlusconiano osava dire la verità. Forse Musso immaginava che nell’aula, a quelle parole, sarebbe sceso un silenzio incredulo. E invece Schifani, alla parola “Berlusconi” ha silenziato proprio lui, disattivandogli il microfono. “Le avevo dato un minuto”, ha spiegato. E si capisce: sul processo breve, dissenso breve» (Sebastiano Messina, “la Repubblica” 21/1/2010) • Lanciato da Claudio Scajola che per trovare l’uomo giusto da opporre al centrosinistra storicamente vincente nel capoluogo ligure aveva rivoltato il partito: «Trova Enrico Musso che sembra perfetto: brillante quarantenne, docente di Economia applicata quindi competente, tecnico. In più, decisamente un “volto nuovo”. Ma ecco che salta fuori questa imbarazzante dichiarazione di cinque anni fa. L’interessato dice di non aver mai usato la parola “iattura” ma ammette di aver mosso alcuni appunti al leader del centrodestra: “Sì, avrò in alcune circostanze criticato Berlusconi o meglio le iniziative del suo governo così come ho sempre criticato il centrosinistra quando lo ritenevo giusto. Studio politiche urbanistiche e dei trasporti, esprimo giudizi tecnici. Ho dissentito con Tremonti sulla politica per i porti e ho concordato con lui quando ha parlato di dumping sociale della Cina...”. L’economista si confessa “forse un po’ ingenuo”, anche se non è nuovissimo alla politica. È stato consigliere per il partito liberale nel Comune di Genova dal 1990 al 1993. Aveva ventotto anni: “Ho preso la tessera del Pli, poi non mi sono iscritto più a niente”. Si spiega così quella frase che per esteso suona: “Dopo lo scioglimento del partito liberale non ho mai avuto a che fare con il Polo e e considero Berlusconi la più grande iattura politica degli ultimi dieci anni”. “Musso non l’ha mai detta — commenta secchissimo Claudio Scajola —, queste sono sciocchezze”. La parola “spazzatura” è lì per essere pronunciata. “Vogliamo occuparci di cose serie? Di quello che sta succedendo a Genova? Abbiamo trovato la persona competente e capace per riequilibrare al centro una situazione che sta sempre più scivolando verso la sinistra estrema. Si rischia un cambiamento grosso in peggio”. Scajola si riferisce all’“odio di classe” agitato da Edoardo Sanguineti, candidato della sinistra radicale, e al peso di Rifondazione nella coalizione di centrosinistra. Però Musso ammette di aver criticato Berlusconi... “Sai che roba. Lo critica anche sua moglie. Da noi c’è libertà di parola”. Ma che cosa pensa, oggi, Musso di Berlusconi? “È un uomo che ha trasformato la politica italiana, ha fatto molte cose giuste e ha ridato dignità all’idea liberale anche se non sempre è riuscito a applicarla, non so se per colpa sua o dei suoi alleati. Poi... è simpatico. Ma la simpatia non è un giudizio politico”. [...] il segretario provinciale di An, Alfio Barbagallo ha detto di no: “Non va bene. Meglio Alfredo Biondi o Sandro Biasotti”. Mentre il coordinatore regionale Eugenio Minasso ha approvato la candidatura. E la Lega, per ora, sta a guardare» (Erika Dellacasa, “Corriere della Sera” 16/1/2007).