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 2007  gennaio 13 Sabato calendario

Aldo Nove, il cannibale devoto. Corriere della Sera 13 gennaio 2007. Da "cannibale" a "cristiano"? Il mondo letterario discute di una possibile "conversione" religiosa dello scrittore e poeta Aldo Nove, alla luce della prossima pubblicazione, dall’editore Einaudi, di un suo nuovo lavoro intitolato Maria

Aldo Nove, il cannibale devoto. Corriere della Sera 13 gennaio 2007. Da "cannibale" a "cristiano"? Il mondo letterario discute di una possibile "conversione" religiosa dello scrittore e poeta Aldo Nove, alla luce della prossima pubblicazione, dall’editore Einaudi, di un suo nuovo lavoro intitolato Maria. Si tratta di un poema in trenta canti, ciascuno scandito in sette quartine di endecasillabi rimati (siamo dunque di fronte anche a una "conversione" di tipo letterario) dedicato al nucleo più intimo e popolare della cristianità: il culto per il "sacro cuore" di Maria. A questa svolta nella creazione letteraria del quarantenne Aldo Nove, la rivista "Poesia" (Nicola Crocetti editore) dedica la copertina e un’anticipazione di una decina di canti mariani. Al di là di ipotesi di "conversione", Aldo Nove stava preparando queste poesie da tempo e riguardano, in gran parte, ricordi legati alla sua vita d’infanzia. Aldo Nove (pseudonimo di Antonello Satta Centanin, nato a Viggiù il 12 luglio 1967) si è affermato nel mondo letterario con il racconto "Il mondo dell’amore", pubblicato nell’antologia "Gioventù cannibale" (Einaudi 1996), a cui ha fatto seguito, anni dopo, il racconto Superwoobinda che lo ha reso noto. Il critico letterario Andrea Cortellessa, recensendo sulle pagine del mensile "Poesia" la raccolta di versi Maria, scrive che Aldo Nove, con questo nuovo lavoro destinato a un "clamoroso scandalo", mostra la capacità "con sbalorditiva naturalezza, di fare propria la tradizione secolare dell’inno mariano: che usa parole semplici e fiammeggianti per dire concetti anche teologicamente ardui, che tocca i sensi e il cuore di chi ascolta con una sovrabbondanza esilarante di rime e assonanze, anche interne al verso". Di certo con questa raccolta si allontana dalla creazione dei cosiddetti "cannibali" come Niccolò Ammaniti, Tiziano Scarpa e Isabella Santacroce. Pierluigi Panza