Corriere della Sera 11/01/2007, 11 gennaio 2007
Lo "stile Lapo" ruba la scena al Pitti. Corriere della Sera 11 gennaio 2007. Firenze. "Grazie, grazie di esserci
Lo "stile Lapo" ruba la scena al Pitti. Corriere della Sera 11 gennaio 2007. Firenze. "Grazie, grazie di esserci. Solo un po’ di silenzio, sono qui per raccontarmi a tutti, amici". Il Lapo Elkann show comincia alle 10.30 in punto. A Firenze, boutique chic del centro. Boccolo nobile – lungo e arruffato ”, braga moscia, cinta-bandana, sneakers senza calza, maglia e giacchetta slavate: stile inconfondibile che è già un modello. Si aggirano parecchi cloni attorno. Come lui però, nessuno. "Sei geniale", urlano. E poi baci, abbracci e ressa. Ci sarebbe il ministro Francesco Rutelli che inaugura alla Fortezza da Basso il Pitti, la grande rassegna dedicata alla moda maschile, ma niente, il protagonista (quando poi si aggirerà fra gli stand sarà un altro bagno di folla) è il ragazzo che l’ha combinata grossa ma che ora ha pagato ("Quello che è successo non lo auguro a nessuno, per questo dico ai giovani: la cocaina fa solo male, lasciatela stare") ed è qua. "Paura di affrontare tutto questo? Perché dovrei averne? Se uno è vero e resta fedele a se stesso non avrà mai paure. Non esistono dei superman e delle wonder-woman, tutti abbiamo i nostri difetti e facciamo i nostri sbagli". Nei giorni scorsi le interviste e le copertine, martedì sera una cena per pochi (?) invitati (sicuramente più di cento) e ieri mattina il "bagno" di folla per presentare "Italia Indipendent", srl fondata con gli amici Giovanni Acconciagioco e Felice Limosani, per realizzare "oggetti unici e innovativi" ("Fatti veramente in Italia, non come qualcuno che parla di made in Italy poi...") cominciando da un paio di occhiali (i "Sever") in carbonio (la fibra sofisticatissima scelta dal team) da 1.007 euro, "personalizzabili" e ordinabili via internet ("Il web perché non c’è l’aggressività del venditore"). Cinque giorni senza risparmiarsi, il Lapo ritrovato è un vulcano, impossibile non essere contagiati dalla sua voglia di esserci: e parla, e sale sul tavolo e si mette in vetrina: "No, non è marketing, sono io. Non sono mai sceso dal carro, mi sono semplicemente allontanato per guardarmi dentro: ho preso tempo per me stesso dopo essere caduto dal ring". E poi gli amici: "Senza le persone non si fa nulla. Ho dei collaboratori che stimo e pochi amici fedeli. Di pugnalate ne ho ricevute, ma pazienza". E gli affetti: "Di mio fratello e di mia sorella, senza di loro non avrei mai raggiunto la felicità. Il futuro si costruisce con i fratelli. Né con zii né con genitori!". E la Fiat: "Non mi sono mai allontanato dalla Fiat. nel mio cuore, è nel mio sangue. L’amo e l’amerò sempre. Poi nella vita Lapo è Lapo. Questo Paese tende a inglobarti in un ruolo, ma uno può essere tante persone e realizzare tanti sogni". Ruba la scena della giornata Lapo. Al Pitti lo sanno e un po’ storcono il naso. Ci sarebbero gli abiti, le collezioni, le proposte. Ma poi tutti curiosi, quando quella forza della natura s’aggira salutando e chiacchierando con tutti. Alle due del pomeriggio il ragazzo se ne va e, beh sì, lascia un vuoto d’allegria. Ci mancavano anche gli inglesi, poi. Perché a questo giro l’omaggio è a loro, ai sarti di Savile Row: una mostra (ricchissima) negli appartamenti della duchessa d’Aosta a Palazzo Pitti li celebra alla grande. Ma il made in Italy? In realtà viene fuori, eccome, proprio dal confronto. Impeccabile senza dubbio, ma rigido e pesante il London Style. Vuoi mettere con il completo di lana da 14 micron by Zegna o la giacca da sci foderata di cincillà di Corneliani? O, ancora, i completi foderati di cotone gessato profilato di nappa di Canali; lo smoking di velluto di seta blu di Pal Zileri; il bomber-piumino di cotone filato con resina poliuretanica di Seventy; il trench- nuvola di gomma di Pzero Pirelli; il gessato in panno da biliardo di Cantarelli; il giubbotto camoscio (alter ego in nylon) di Twin di Daniela di Montezemolo; la giacca bicolore in cachemire di Roda; i pantaloni di flanella che pare seta di Cucinelli. Stravaganze? Forse, comunque alchimie possibili solo grazie ad artigianalità uniche. Da non dimenticare.