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 2007  gennaio 10 Mercoledì calendario

Questione di età. Corriere della Sera 10 gennaio 2007. I dati pubblicati ieri sul Corriere della Sera da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella sull’età media dei docenti universitari italiani sono straordinari

Questione di età. Corriere della Sera 10 gennaio 2007. I dati pubblicati ieri sul Corriere della Sera da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella sull’età media dei docenti universitari italiani sono straordinari. Tra gli oltre 18 mila cattedratici solo nove hanno meno di 35 anni; tre su dieci hanno più di 65 anni. E meno male che nelle università la legge impone di andare fuori ruolo a 72 anni. Dove questo non accade, come nelle Fondazioni bancarie, dove i presidenti sono eterni, comandano gli ultra settantenni (si veda l’analisi di Roberto Perotti sulla composizione dei consigli di amministrazione delle Fondazioni pubblicati sul Sole 24 Ore del 24 settembre 2006). John Reed divenne capo di Citibank, una delle maggiori istituzioni finanziarie al mondo, a 40 anni: al compimento dei 60 lasciò. Il presidente delle Assicurazioni Generali Antoine Bernheim, ha 82 anni. Preoccupate di non rompere equilibri ben consolidati, unanimi le banche azioniste si apprestano a rinnovarlo per un altro triennio. Che immagine dà al resto del mondo un Paese in cui gli azionisti della maggiore istituzione finanziaria privata non sanno trovare, non dico un quarantenne come Reed, ma neppure un sessantenne cui affidarne la guida? E questo nel momento in cui chiedono alle Generali di elaborare un progetto ambizioso per rafforzare nei prossimi 5-10 anni la loro presenza in Europa. Certo ci sono eccezioni importanti. Gli esempi più incoraggianti sono Fiat e Banca d’Italia dove la guida è stata affidata a due cinquantenni che hanno rapidamente avviato un profondo ricambio. Ma in entrambi i casi la svolta è stata imposta da circostanze drammatiche: in tempi normali dubito che Sergio Marchionne e Mario Draghi sarebbero stati nominati. In politica neppure le circostanze eccezionali appaiono essere sufficienti per imporre un ricambio. Anders Borgs, il nuovo ministro dell’Economia svedese, l’artefice della vittoria elettorale dei liberali dopo 12 anni di governo social-democratico, ha 38 anni. Se si chiede di portare a 65 anni l’età della pensione gli italiani insorgono per difendere il proprio diritto a riposarsi; Berlusconi ha felicemente compiuto 70 anni, ha anche perduto le elezioni ma l’idea di ritirarsi non pare neppure sfiorarlo. "Concorrenza" e "merito" saranno le parole più frequenti al vertice di Caserta sulla "fase due" del governo. Ma come si fa a convincere i giovani a credere nella concorrenza e a scommettere sul merito se ogni evidenza mostra che ciò che conta è solo l’anzianità e un po’ di furbizia? Da Caserta verranno impegni ambiziosi: per la rinascita dell’università, per introdurre il merito come criterio "inviolabile" nella pubblica amministrazione, per il rinnovo della classe politica. Temo saranno parole presto dimenticate. C’è una cosa concreta che Romano Prodi potrebbe impegnarsi a fare: nelle nomine di competenza del governo (dirigenti generali della pubblica amministrazione, manager e consiglieri di amministrazione di imprese pubbliche, forze armate), non accettare più candidati oltre i 60 anni per ruoli operativi e di gestione od oltre i 65 per ruoli di rappresentanza e controllo (presidenti e consiglieri) sarebbe un esempio del quale anche i privati farebbero fatica a non tenere conto. Francesco Giavazzi