Massimo Sideri, Corriere della Sera 9/1/2007, 9 gennaio 2007
MILANO
cosa fatta l’accordo tra Marco Drago e Giorgio Gori per il passaggio del controllo di Magnolia, nota per i format televisivi di successo come Markette e l’Isola dei famosi, sotto i domini della De Agostini. In realtà le bocche restano cucite intorno all’operazione e ai particolari dell’intesa.
Ma l’ex direttore di Canale 5 che ha fondato la società cinque anni fa potrebbe intascare un assegno fino a 50 milioni di euro circa per il suo pacchetto pari al 47,7% di Magnolia. Secondo fonti di mercato la società sarebbe stata valutata tra gli 80 e i 100 milioni di euro. Una bella valorizzazione se si pensa che il fatturato, nell’ultimo bilancio disponibile cioè quello al 31 luglio del 2005, era 35,7 milioni di euro per un utile di 2,4 milioni. E sicuramente una bella plusvalenza, comunque vada, per Gori: il valore nominale del suo pacchetto è 1,212 milioni. In realtà il manager dovrebbe restare nei paraggi e, tranne colpi di scena, assumere la direzione generale delle attività multimediali di De Agostini. E in questo passaggio non è chiaro inoltre se Gori ha deciso comunque di mantenere nella propria cassaforte anche una quota azionaria della sua creatura diventando così anche socio d’affari della De Agostini. In ogni caso dovrebbe rimanere vincolato alla società per almeno tre anni. Non a caso: queste società sono spesso inscindibili dai propri creatori anche perché l’Isola dei famosi ha chiuso di recente la propria quarta edizione e il format, non potendo essere replicato all’infinito, è destinato a un naturale declino. E non è nemmeno un segreto che la Fininvest ha già tentato di corteggiare Gori per farlo rientrare in famiglia. Per adesso nulla è trapelato sulle decisioni prese dal secondo socio, Ilaria Dalla Tana, persona di fiducia dello stesso Gori dai tempi della Fininvest, che possiede il 13,64% del creatore di format. Peraltro, tra gli altri azionisti ci sono anche Marco Benatti (e altri soci) con la Blu Below e Davide Parenti, uno dei padri di un altro format di grande successo di Italia 1 come Le Iene.
Ciò che per ora è chiaro è che la famiglia Boroli-Drago vuole concentrare parte delle proprie energie sul settore tv dove peraltro possiede già una quota della spagnola Antena 3 con la DeA Communications, società della holding di Novara, e nella distribuzione cinematografica, con la joint venture DeA Planeta, Mikado Film e la partecipata Cattleya. Negli ultimi anni il gruppo De Agostini ha iniziato un deciso lavoro di diversificazione che le permette di spaziare dagli storici atlanti geografici alla Lottomatica, la società che gestisce le concessioni statali per il gioco del Lotto e che di recente ha conquistato il colosso Usa GTech. Senza timore di puntare su un gruppo per poi vendere, com’è successo con Toro Assicurazioni passata a Mediobanca, un’operazione che peraltro ha immesso una grande liquidità nelle casse del gruppo e che permette alle famiglie Boroli- Drago di guardare eventualmente anche altrove dopo la chiusura di questa operazione.