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 2007  gennaio 15 Lunedì calendario

MAZZOCCHETTI

Piero
Pescara 23 marzo 1978.
Cantante • «Quando è
arrivata la lista dei cantanti
in gara al prossimo festival di
Sanremo, in molti hanno
pensato a una burla. Piero
Mazzocchetti tra i big. E chi
è? La riposta era in un sito
tedesco dal quale si deduce
che il Mazzocchetti è un
pescarese emigrato in
Germania e che lì, dopo anni
di piano bar, ha avuto un
certo successo, cantando in
tedesco. Il regolamento del
festival parla esplicitamente
di ”chiara fama”, ed era
sottinteso in Italia. O almeno
così pensavamo» (Gino
Castaldo) • «’Ho iniziato a
studiare pianoforte a 7 anni,
e canto dai 13: sono diventato
tenore con lo studio, ma mi
sono specializzato sul pop”,
spiega tentando di
descriversi. Un doppio
registro alla Bocelli, dunque;
ma a Piero il paragone non
piace: ”Cantare pop con
registro classico è un genere,
io sono più cantante leggero,
uso il registro classico sugli
acuti e cambio tipo e potenza
di voce”; gli crediamo, per
ora, sulla fiducia. Confessa
anche di essersi diplomato
geometra: ”Ero più attento
ai pianobar e ai matrimoni
nelle chiese. Il
pianobar è stato una
grande scuola. Con
un Fiat Fiorino
scassato che mio
papà mi comprò a
18 anni, cantavo in
tutti i locali
abruzzesi e portavo
a casa i soldini. Mio
padre è camionista, mia
madre operaia: gente
semplice, ma mi hanno fatto
studiare”. Sembra una
favola antica quella che
comincia nel ”99, dopo il
diploma: ”Sono andato a
Monaco di Baviera da un
mio amico che ha un locale.
Mentre cantavo da lui a
Capodanno, c’era un tale che
mi guardava fisso, e mi ha
detto: non credo che lei canti
dal vivo con questa voce.
Chiusi il microfono e
continuai, lui rimase
impressionato: è diventato il
mio manager, Wittmann, mi
portò alla Polydor, firmai un
contratto per la canzone
L’eternità con il mio coautore
Marco Marrone di Pescara:
la fecero ascoltare in tv
come sigla di un incontro di
boxe in onda su RTL, con
oltre 15 milioni di spettatori.
Pochi giorni dopo, ero primo
nella hit dei singoli”. Più
tardi, Mazzocchetti si
trasferisce a Francoforte.
Conosce Josè Carreras che
ogni anno a Lipsia tiene un
suo ”Carreras&Friends”,
tiene concerti per gli italiani
in Canada e Sudamerica. Ma
in Italia, mai: ”Dalla
Germania non si riesce.
Eppure i miei dischi sono in
italiano, i tedeschi mi
mettono i sottotitoli in tv, ho
venduto 150 mila copie”. Un
giudice americano amico di
Aragozzini lo ascolta in
Canada, ne parla con il
patron romano: ”All’inizio
era un po’ diffidente. Poi
l’ho conquistato”, spiega
Piero. Ora, è tutto un sogno,
con i genitori che ancora
non ci credono: ”Hanno
sofferto con me quando non
volevo più stare in
Germania, per il clima, per
la lingua. Appena potevo
prendevo un aereo, giusto
per mangiar un piatto di
pasta con loro. Sono
contento che qualcuno si sia
accorto di un ragazzo
normalissimo che ha preso
tanti calci”» (Marinella
Venegoni).