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 2007  gennaio 15 Lunedì calendario

PAGANO Luca

PAGANO Luca Treviso 1977. Giocatore di poker professionista (il primo in Italia, specialità Texas Hold’em: si gioca con 7 carte, 2 segrete in mano e 5, scoperte, in tavola) • «Suo padre lo portava piccolino ai tornei di backgammon e sempre suo padre ha fondato l’anno scorso la Figp, la Federazione italiana gioco poker, che bussa alle porte del Coni per trasformare quel gioco in odore di peccato in un sano sport, come il bridge. ”Il poker è più democratico e popolare. Intorno ai tavoli sono tutti uguali, notai, operai, casalinghe o studenti squattrinati”. La folgorazione, per Pagano, è avvenuta sulla strada di Nova Gorica, la città slovena che dopo la fine del comunismo si è riempita di casinò. ”Sono andato con alcuni amici a giocare. Loro erano infervorati con roulette e black jack. Io mi annoiavo perché ho sempre odiato l’azzardo. Un croupier mi ha invitato al tavolo del poker. Ho iniziato una partita che non è mai più finita”» (da un’intervista di Bruno Ventavoli) • «Fino a qualche tempo fa mi vergognavo a rivelare che facevo il professionista di carte. Se mi domandavano il mestiere, rispondevo ”agente di viaggio”. Ora posso rivendicarlo con orgoglio. Mi chiedono gli autografi, vado in tv, mi riconoscono per strada» • «Ero un imprenditore ma era molto più rischioso che fare il professionista di poker. E le carte, se sei bravo, sono più redditizie. I conti si fanno alla fine dell’anno. Ma se sei bravo, puoi arrivare a guadagnare anche 100 mila euro l’anno» • La fortuna esiste? «Nell’immediato sì, ma sul lungo periodo no. Al professionista servono nervi d’acciaio, capacità di gestire le energie mentali, e soprattutto pazienza. Per vincere bisogna aspettare la mano giusta. Magari occorrono mesi e anni. Ma se si pensa che il premio medio per un torneo si aggira intorno ai 700mila euro, ne vale la pena».