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 2007  gennaio 15 Lunedì calendario

ALAZRAKI

PaoloVenezia
1943. Imprenditore.
Amministratore unico della
Real Dreams Italy srl, oggetto
sociale attività immobiliari,
ultimo bilancio disponibile -
del 2004 - chiuso con 395 mila
euro di perdita.
Amministratore unico
della Blue Butterfly,
125 mila euro di
perdita nel 2005.
Diventato
improvvisamente
popolare come capo
di una cordata
interessata ad Alitalia
• «A guardare alle
attività italiane, si fa
fatica a trovare dove
potrebbero essere i
3 miliardi con i quali
Paolo Alazraki dice
di voler rilevare Alitalia.
Magari all’estero, dove
Alazraki è a capo del gruppo
Wonders & Dreams. La
società ”opera, nello stretto
rispetto dei criteri della
finanza etica, nel campo
della consulenza strategica
per alcune tra le più
importanti istituzioni
finanziarie a livello
europeo”, si legge nel suo
sito internet. Quali sono
queste istituzioni finaziarie,
il sito non lo dice. In
compenso, è ricco di foto
relative al concerto di Natale
del 2004 e della relativa
udienza papale riservata ad
organizzatori e sponsor, tra i
quali c’è anche Alazraki.
’Finanziere italiano poco
conosciuto guarda ad
Alitalia”. il titolo di una
lunga intervista fatta da
Paolo Alazraki all’agenzia
britannica Reuters. In effetti
Paolo Alazraki un po’ di
notorietà ce l’ha. Lo
conoscono ad esempio alcuni
risparmiatori coinvolti nel
default dei bond argentini.
Nell’aprile del 2004 Paolo
Alazraki incontra il ministro
delle Finanze del Paese
sudamericano, Guillermo
Nielsen, a nome della
Assotutela Consumatori. il
primo rappresentante di
creditori ad incontrare un
esponente del governo di
quel Paese. Dice di
rappresentare 20 mila
investitori per un totale di
700 milioni di dollari, critica
duramente Nicola Stock, del
comitato globale debitori
dell’Argentina - che
rappresentava 35
miliardi di
dollari di bond e
avrebbe
incontrato
Nielsen solo il
giorno dopo -, e
propone che a
pagare gli
obbligazionisti
sia per metà lo
Stato
sudamericano
e per metà le
banche italiane.
Guarda caso, si fa
notare, una proposta molto
vicina alle richieste del
governo di Nestor Kirchner»
(Gianluca Paolucci) • Vicino
a Di Pietro: «Di Pietro e
Alazraki dicono di non
conoscersi. La tela tra i due,
si racconta, è stata tessuta
dal quotidiano di partito e
dal suo attivissimo giovane
direttore, Delia Cipullo, che
nei giorni scorsi ha firmato
un editoriale a sostegno del
progetto ”etico” di Alazraki
per un’Alitalia dei
’migrantes”. In sostanza il
finanziere, noto finora per le
mancate acquisizioni della
compagnia di turismo Cit e di
quella aerea Eurofly,
vorrebbe fare di Alitalia un
vettore al servizio degli
italiani nel mondo: dal
Canada agli Usa fino al Sud
America. Il suo è un progetto
complessivo che prevede
l’imminente nascita della
’banca dei migrantes”, prima
filiale a San Paolo del
Brasile dove Alazraki volerà
a fine mese, con lo scopo, tra
l’altro, di finanziare
l’acquisto dei costosissimi
biglietti aerei
intercontinentali degli
emigrati che tornano a casa.
L’iniziativa di sapore
filantropico si pone
l’obiettivo di far volare tutti a
rate, ma nelle migliori
condizioni. Magari, per fare
un esempio, con tanto di
menù kosher per i passeggeri
di religione ebraica, come lo
stesso Alazraki. Per Alitalia
il finanziere ha pronto anche
un inno: La sinfonia dei
migrantes che ha già avuto
modo di presentare in
Vaticano. Già perché, a suo
dire, Alazraki, che ha scritto
anche per giornali come
l’Avvenire, ha conoscenze in
tutto il mondo. In Italia si
vanta di corrispondere con
personaggi del calibro
dell’economista Victor
Uckmar, dell’ex presidente
dell’Unione delle comunità
ebraiche in Italia, Amos
Luzzato, o
dell’amministratore delegato
di Deutsche Bank Italia,
Vincenzo De Bustis. Ma il
finanziere conoscerebbe
anche Carlo De Benedetti e
l’Aga Khan. Tra i politici,
Elio Veltri, ex coordinatore
esecutivo dell’Italia dei
Valori e il sottosegretario
alla Giustizia del partito di
Di Pietro, Luigi Li Gotti, che
lo avrebbe già proposto come
’fund raiser”» (Antonella
Baccaro).