La Repubblica 12/1/2007, pagina 27., 12 gennaio 2007
Ogni mese centinaia di europarlamentari, migliaia tra funzionari, lobbisti e giornalisti migrano da Bruxelles a Strasburgo per la seduta plenaria del Parlamento dell’Unione Europea con costi che superano i 200 milioni di euro all’anno
Ogni mese centinaia di europarlamentari, migliaia tra funzionari, lobbisti e giornalisti migrano da Bruxelles a Strasburgo per la seduta plenaria del Parlamento dell’Unione Europea con costi che superano i 200 milioni di euro all’anno. Il rito, che si ripete da decenni, scatena periodicamente proteste bipartisan ma il governo francese fa finta di nulla perché non ha alcuna intenzione di rinunciare alla prestigiosa sede dell’Assemblea. Ora il quotidiano Le Monde, in un articolo dedicato a quello che definisce "il circo ambulante", ha fatto notare che i deputati - e con loro gli assistenti, i funzionari e tutte le persone che gravitano intorno all’Europarlamento - lavorano stabilmente a Bruxelles in una sede che non ha nulla da invidiare a quella di Strasburgo. Quando tutti quanti si spostano in Alsazia per la sessione che dura dal lunedì al giovedì, si portano appresso 20 tonnellate di materiale, con un costo che nel 2006 è arrivato a 205 milioni di euro. Non solo: ai 1200 funzionari in arrivo da Bruxelles se ne aggiungono altri 500 provenienti da Lussemburgo, visto che il Gran Ducato beneficia di un privilegio simile a quello dei francesi e ospita parte dei servizi dell’Assemblea. Lo scorso anno i cittadini europei hanno sottoscritto una petizione da un milione di firme in cui si chiedeva la chiusura delle sede francese. L’iniziativa, finora, non ha sortito effetto alcuno.