Varie, 12 gennaio 2007
SOFFIANTINI Giuseppe
SOFFIANTINI Giuseppe Manerbio (Brescia) 6 marzo 1935. Imprenditore. Rapito il 18 giugno 1997 dall’Anonima sequestri, fu liberato dopo 237 giorni di prigionia • «Quando si è vittima di un sequestro e se ne esce vivi, o si perdonano i propri aguzzini o si resta sequestrati a vita. Ho conosciuto altri sequestrati che hanno perso il sonno, per il rancore che tormentava la loro anima. Io credo che questi reati vadano severamente puniti, ma per fortuna, quando la sera spengo la luce, dormo tranquillo. [...] Durante la prigionia sono stato attraversato dai sentimenti più diversi: assalito dalla paura, sprofondato nella più disperata solitudine, in certi momenti mi sono sentito un uomo finito, ho temuto per la mia vita e per i familiari, ho provato vergogna per il genere umano, ho conosciuto l’odio, ho pianto sfiduciato, ma ho anche avuto compassione per i miei stessi aguzzini che, in un certo senso, avevano più paura di me. Al più malvagio di loro un giorno dissi: ”Mi tratti come una bestia... ma potrei essere tuo padre”. Lo vidi scappare dalla tenda, in cui mi tenevano incatenato, con le lacrime agli occhi. In quei giorni di dolore e sofferenza fisica, ho sempre cercato di mantenere un dialogo costante col trascendente; per chi ha fede, è meno faticoso morire, ma a un certo punto mi sono sentito abbandonato dal padreterno ed è successo quando ho tentato la fuga e sono stato riacciuffato dai banditi. Allora non ho avuto più timore di morire, anzi aspettavo la morte come una liberazione. Per fortuna, il padreterno non mi ha abbandonato ed è venutto il momento della liberazione [...]» (’TvSette” n. 5/2003).