La Stampa 11/1/2007, pagina 34., 11 gennaio 2007
Lettera. La Stampa, giovedì 11 gennaio La guerra contro la poligamia è persa in partenza. Il rito nuziale islamico in Italia non è riconosciuto, l’imam che celebra il matrimonio non ha la stessa qualifica di ufficiale di stato civile che ha il sacerdote cattolico
Lettera. La Stampa, giovedì 11 gennaio La guerra contro la poligamia è persa in partenza. Il rito nuziale islamico in Italia non è riconosciuto, l’imam che celebra il matrimonio non ha la stessa qualifica di ufficiale di stato civile che ha il sacerdote cattolico. L’imam può celebrarne quanti ne vuole e nessuno ha alcun diritto di opporvisi. Nessuno invece ha pensato alle conseguenze della liberalizzazione delle convivenze more uxorio, una moderna poligamia contro la quale nessuna legge può far nulla, indipendentemente dal fatto che poi questa convivenza venga legittimata o meno. Una poligamia che non ha alcuna connessione con la sfera religiosa, qualsiasi essa sia. Ogni donna ha una amica del cuore e nulla vieta che entrambe si innamorino dello stesso uomo. In nome della loro amicizia potrebbero decidere di condividere lo stesso uomo, sotto lo stesso tetto, in una armonia a tre. Si tratta di bigamia a tutti gli effetti, anche se nessuno è mai stato unito in matrimonio, dalla quale potrebbero nascere figli senza alcun problema. Ho convissuto per 10 anni con 2 donne - more uxorio - senza alcun problema, di alcun tipo, tanto meno di carattere legale. Come se avessi avuto 2 mogli. Lettera firmata