Massimo Gramellini, La Stampa 11/1/2007, pagina 1., 11 gennaio 2007
Corsivo. La Stampa, giovedì 11 gennaio La prima statistica del 2007 registra un calo improvviso delle code al Pronto Soccorso, in splendida coincidenza con la nuova tassa di 25 euro che colpisce chi utilizza quel servizio senza averne un reale bisogno
Corsivo. La Stampa, giovedì 11 gennaio La prima statistica del 2007 registra un calo improvviso delle code al Pronto Soccorso, in splendida coincidenza con la nuova tassa di 25 euro che colpisce chi utilizza quel servizio senza averne un reale bisogno. Il moralista che sonnecchia dentro ciascuno di noi esulterà: è un bene che la paura di spendere induca i malati immaginari a restare a casa. Viene subito da pensare a quante altre cose inutili sapremmo rinunciare, se al momento di utilizzarle ci venisse chiesto di pagare un ticket, anche solo di un euro. Certi programmi tv, per esempio. Eppure l’argomento moralista è scivoloso. Perché la tassa etica finisce per ripercuotersi, in modo assai poco etico, soltanto sulla povera gente. Non è detto che quell’italiano su quattro che dall’inizio dell’anno ha smesso di rivolgersi ai medici del pronto soccorso al primo accenno di emicrania sia sempre un ipocondriaco. Ma di sicuro, quando lo è, è sempre un ipocondriaco povero. Uno che la gabella governativa ha indotto a rivedere la lista delle priorità e ad avventurarsi in ospedale solo quando è veramente sicuro di star male. Se il pronto soccorso era anche uno sfizio per sentirsi più tranquilli, adesso è uno sfizio riservato alle classi abbienti. La gratuità è l’infanzia, la mamma, l’utopia che il socialismo reale ha definitivamente trasformato in illusione. Invece il pagamento è l’età adulta, l’obbligo di dare un valore alle cose e di confrontarlo di continuo con le proprie tasche. Ecco perché quasi tutti gli uomini sognano di diventare ricchi. Per potersi permettere il lusso di ritornare bambini. Massimo Gramellini