Varie, 10 gennaio 2007
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Toti Gianni
• Roma 1924, Roma 8 gennaio 2007. Artista • «[...] partigiano, comunista (come si definiva), scrittore di romanzi e saggi, pièces teatrali e canzoni, poeta, critico e autore cinematografico non riconciliato e, dagli anni Ottanta, anche poetronico, videoartista fra i più noti e importanti a livello internazionale. Toti era nato a Roma nel 1924 e dopo aver combattuto nella Resistenza romana col nome di Vania era stato per decenni giornalista de L’Unità in varie redazioni, da Milano alla Sicilia a Roma, e inviato speciale in tutto il mondo. Aveva portato in Italia e tradotto testi ”scomodi” e sconosciuti, dall’Urss al Vietnam, partecipato ai ”cinegiornali liberi” con Cesare Zavattini nel ”68-69, scritto su Vie Nuove e sulla rivista di battaglia Cinema e Film, diretto Carte Segrete, e [...] la collana de ”I Taschinabili” (Fahrenheit), stretto amicizia con Neruda, Pasolini, Metz, Cortàzar, Lilj Brik, Che Guevara, artisti e poeti di tutto il mondo. Animatore di dibattiti, sempre pronto a lottare contro le approssimazioni e le mode culturali e la ”falsa coscienza” nei festival e nei convegni, da Pesaro a Venezia, da L’Avana a San Paolo a Mosca a Parigi Toti era autore coltissimo, protagonista dell’avanguardia letteraria e audiovisiva, avversario (dall’interno dell’amato partito comunista) dei realismi più o meno socialisti, assertore battagliero della necessaria unità fra avanguardia artistica e politica, della lotta contro gli automatismi del linguaggio, dell’arte come creazione sempre sperimentale di pensiero mai prima pensato. Era stato un protagonista della stagione breve della ”Sperimentazione Programmi” dedicata alle tecnologie elettroniche in Rai negli anni Ottanta, con videopoemi mai trasmessi dalla nostra tv ma conosciuti, studiati e premiati in tutto il mondo. Aveva realizzato video con l’università di Bologna e con quella di Pisa e negli ultimi anni aveva trovato accoglienza artistica in Francia, sia a Marsiglia che al Centro video di Montbéliard-Belfort, dove aveva realizzato varie opere fra cui la trilogia degli olocausti planetari, conclusasi nel 2002 con La morte del trionfo della fine, un videopoema contro i ”trionfi della morte” fascisti e clericali: un canto all’aldiqua e alle rivoluzioni irreligiose. La cittadina di Hérimoncourt in Francia, sede del Centro Video, gli ha intitolato un edificio, chiamato appunto ”Espace Gianni Toti”, dedicato a mostre e attività artistiche. [...]» (Sandra Lischi, ”il manifesto” 9/1/2007).