Maria Corbi, La Stampa 29/12/2006, pagina 43., 29 dicembre 2006
Sul suo sito personale Anna Proclemer racconta la storia d’amore con Vitaliano Brancati e di come lui si dichiarò tramite una lettera: «Ebbene, cara Anna, la verità bisogna dirla, se no si muore [
Sul suo sito personale Anna Proclemer racconta la storia d’amore con Vitaliano Brancati e di come lui si dichiarò tramite una lettera: «Ebbene, cara Anna, la verità bisogna dirla, se no si muore [...]. Le cose, almeno da parte mia, stanno così: da venti giorni mi sembra letteralmente di impazzire. Non so lavorare, mi affumico il cervello con la pipa, passeggio, la notte, intorno al mio letto, faccio penosi calcoli con le dita; a tutti domando la stessa cosa; mi sono rimasti solamente due pensieri: uno scintillante come il sole, e uno nero come la morte. E il primo è che tu sei la più dolce, bella, intelligente, candida ragazza del mondo e il secondo che sei tanto giovane, e io no. Gli anni che guardavo con simpatia, come bravi cavalli che mi avessero portato, ora li odio perché mi hanno portato così lontano da te […]. Se fra me e te non ci fossero questi anni, avrei chiesto mille volte di sposarti: mille volte ti avrei sposato, davanti a mille altari, facendomi domandare da mille preti se fossi contento di sposare te, per avere il piacere di rispondere mille volte sì […]. Ma tu? Non mi scriverai nulla? Può darsi che tu sia già innamorata di un altro, e io parli a una ragazza che già ascolta una voce che la persuade di più […]. E ora straccia questa lettera e calpestala con la scarpina. Ma scrivimi». La Proclemer dice che a questo messaggio rispose «con una lettera totalmente imbecille e falsa per tirarmi indietro, per essere libera». Brancati stracciò quel pezzo di carta: «Poi un giorno lo ritrovai di nuovo intero, incollato con lo scotch». Si sposarono il 22 luglio 1946, in settembre lei si scoprì incinta. Lo scrittore morì nel 1954: «Da allora non ho cessato di rimpiangerti. Mi sei mancato ogni giorno. Ogni ora. Ogni mattina quando aprivo il giornale […]. Mi manchi Nuzzo. Mi manchi terribilmente. Tua Anna».