Varie, 8 gennaio 2007
FUDA Pietro.
FUDA Pietro. Politico. Senatore (Lista Codacons). Di recente ha avuto grande notorietà per il contestatissimo comma sui reati contabili, che ha preso il suo nome • «’Come Cirielli. Ma scusate tanto, il mio caso è diverso”. In che senso, senatore? ”Nel senso che i miei emendamenti parlavano di illeciti amministrativi, mica penali... Illeciti che grazie a una legge sbagliata oramai tengono sotto scacco tutti i sindaci d’Italia”. Eppure, quel comma è diventato il simbolo del malcostume. ”Perché bisognerebbe chiamare uno psicanalista e analizzare l’isteria collettiva scoppiata su questa cosa. Sono stato vittima di una banda di poveretti, di svitati. E qualcuno anche in malafede”. Non fa i nomi, il senatore Fuda. Né dice di sapere chi è stata ”la manina” che ha scelto dai suoi quattro commi quello incriminato, inserito poi in Finanziaria: ”Deve essere stato qualcuno che però ha compreso che si trattava di una cosa seria e molto sentita dagli amministratori locali. Ma chi ha parlato di colpo di spugna mi fa ridere. Anche perché il mio testo non prevede alcun effetto retroattivo. Invece, ho visto scene pirandelliane, politici trasformarsi in ’tenenti Colombo’... Ma ho anche ricevuto telegrammi di sostegno da sindaci di mezz’Italia”. Non sono mancati, però, i momenti di scoramento: ”Perché ho capito che se fossi stato del Nord questa roba non sarebbe mai successa. Me l’ha detto più di un collega: Pietro, tu sei un senatore di provincia, e pure calabrese, terra di ’ndrangheta... scontato che ti attacchino”. Fuda si dice tranquillo: ’Non ho processi, niente. Ho una mia storia professionale limpidissima, che ha lasciato il segno. Eppure..”. Eppure? ”Eppure mi sono sentito come Calimero. Quel pulcino tutto nero, sfortunato, che nessuno vuole... Pensate che la sera del saluto al Quirinale sono stato invitato come presidente di commissione. C’erano Mastella e altri ministri. Embè, io sono stato attentissimo a non avvicinarmi mai a nessuno di loro da solo. Sempre alla presenza di altri. Perché? Per evitare che qualcuno dicesse che confabulavo con chi mi aveva ispirato. Insomma, per non inguaiarli. Un vero e proprio clima del terrore...” » (da un’intervista del Corriere della Sera) • Da ultimo, difeso a spada tratta da Mastella.