Varie, 8 gennaio 2007
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Wielgus Stanislaw
• Wierzchowiska (Polonia) 23 aprile 1939. Monsignore. A inizio 2007 successore designato del Primate di Polonia cardinale Josef Glemp nella sola carica di arcivescovo di Varsavia, fu costretto a rinunciare per l’accusa (prove apparentemente schiaccianti) di essere stato per vent’anni un informatore della polizia segreta del vecchio regime comunista • «[...] I dossier che sembrano inchiodare monsignor Wielgus provengono dallo Ipn, Istituto per la memoria nazionale. Cioè l’autorità, ritenuta molto vicina al governo, che gestisce i dossier segreti della disciolta Sluzba Bezpieczenstwa, la famigerata Stasi polacca della guerra fredda. ”Non c’è alcun dubbio che monsignor Wielgus abbia collaborato con la Sb”, dice lo storico Andrzej Paczkowski. ”Fu un informatore segreto, per sua scelta consapevole. Restano da chiarire il motivo di quella sua scelta di allora e le sue conseguenze”. Rimane cioè da vedere quali esponenti della Chiesa cattolica - che in mezzo secolo di comunismo e di occupazione sovietica fu la prima voce indipendente della nazione - e quali leader del dissenso che poi con Solidarnosc guidò la rivoluzione democratica del 1989, possano essere stati denunciati dal presule. I dossier sono stati messi online dal giornale Gazeta Polska. Le accuse sono gravi. Monsignor Wielgus [...] sarebbe stato contattato dalla Sb già nel lontano 1967. Cioè un anno prima che esplodesse anche a Varsavia la rivolta giovanile del ”68, con eroi quali Adam Michnik e Jacek Kuron, ventun anni dopo padri fondatori della democrazia. Nel 1978, il prelato avrebbe firmato un impegno scritto a collaborare. Sarebbe stato coperto da vari pseudonimi: ”Grey”, ”Adam” o ”Adam Wysocki”. Con l’appoggio della polizia segreta, avrebbe ottenuto una borsa di studio per Monaco di Baviera. […]» (Andrea Tarquini, ”la Repubblica” 5/1/2007).