Guido Santevecchi, Corriere della Sera 2/1/2007, 2 gennaio 2007
LONDRA
Quando la settimana prossima Simone Clarke entrerà sulle punte in palcoscenico al London Coliseum tutti gli occhi saranno per lei. La prima ballerina dell’English National Ballet interpreterà
Giselle. Ma questa volta non ci saranno solo i critici della stampa britannica a giudicare la ragazza di campagna sedotta e tradita da un principe. Al Coliseum sono attesi i cronisti politici, perché la leggiadra Simone, 36 anni, madre di una bimba di 4, è diventata un caso da quando si è saputo che ha la tessera del Bnp, il British National Party razzista e xenofobo.
Un contrasto più stridente non potrebbe immaginarsi: le scarpette da ballo e gli scarponi dei nazionalisti dal cranio rasato, arruolati in un partito impresentabile accusato di violenze fasciste contro gli immigrati. Un partito definito «repellente» sia dai laburisti sia dai conservatori e che si muove in clandestinità. La militanza di Simone è stata rivelata da un reporter investigativo del Guardian,
giornale liberal, che per sei mesi si è infiltrato nel Bnp e ha scoperto una struttura segreta di attivisti che usano nomi falsi e cercano di fare proselitismo con modi subdoli.
Quando è venuto fuori il nome della ballerina, l’Ufficio Uguaglianza del sindaco di Londra ha chiesto il suo licenziamento in base alla legge sulle Relazioni razziali del 2000: l’English National Ballet riceve fondi pubblici (9 milioni di euro l’anno) ed è tenuto a vigilare sul rispetto del Race Relations Act, violato sistematicamente dagli estremisti del Bnp. «Vogliamo sapere quali azioni intraprenderà la compagnia nei confronti di una dipendente iscritta a un movimento con affiliati criminali», ha detto il parlamentare Labour Jon Cruddas.
Ma la graziosa Simone non si pente. «Non ho niente di cui rammaricarmi, ho aderito all’unico partito disposto a prendere posizione contro l’immigrazione fuori controllo. Il nostro Paese non è grande, è un’isola, non c’è logica nel permettere a tutti di entrare».
Nove dei dieci primi ballerini dell’English National Ballet sono immigrati e qualche giorno fa, prima di una matinée dello Schiaccianoci, hanno affrontato la collega. Simone non si è scomposta: «So che mi porterò per sempre il marchio di Ballerina del Bnp, ma ho anche ricevuto almeno 300 email di sostegno, dall’America alla Nuova Zelanda». Anche il suo fidanzato fa parte della compagnia.
Si chiama Yat Sen-Chang: è un artista cubano con sangue cinese nelle vene. Non è un’assurda contraddizione il fatto che sia legata a un uomo che come straniero in base allo statuto del Bnp non sarebbe accettato nel partito? «Sciocchezze, volete sapere chi mi ha spinto a entrare nel Bnp? stato proprio Yat: eravamo a casa, guardavamo il telegiornale e io mi lamentavo di qualche notizia sull’immigrazione senza freni; lui mi ha detto: "se sei davvero preoccupata smettila di piagnucolare e fai qualcosa". Ho guardato su internet, ho trovato il manifesto del Bnp, ho pagato la quota e ho avuto la tessera».
Il partito, definito senza mezzi termini neofascista a Londra, ha ottenuto 229.000 voti e 55 seggi nelle elezioni amministrative di maggio in Inghilterra. Nel borough operaio di Barking, Eastend londinese, con 11 consiglieri comunali è diventato l’opposizione ufficiale all’amministrazione laburista. Ma per sfondare ci vuole altro. Per portare deputati in Parlamento bisognerebbe agganciare il voto della classe media. «Per questo dobbiamo nascondere la nostra immagine da orchi» ha spiegato un attivista al cronista in incognito.
Il capo del Bnp, Nick Griffin, non è uno skinhead pieno di tatuaggi, ma un laureato di Cambridge che invoca l’espulsione dei musulmani, nega l’Olocausto e dice che i calciatori neri della nazionale non possono essere considerati inglesi. Idee da estrema destra fuorilegge. per questo che Griffin ha deciso di cambiare tattica, cavalcando le paure della gente comune che chiede sicurezza. Per questo punta su persone gentili come Simone Clarke che giura: «Il primo obiettivo non è cacciare gli stranieri, è controllare i nostri confini, difenderci. Io non sono razzista nè fascista, sono solo arrabbiata perché quel giornalista che ha rivelato la mia affiliazione politica ha sicuramente più sporcizia sulle sue mani di quanta ne possa mai trovare intorno a me».
Sarà la leggera Simone a spaventare Londra entrando sulle punte al Parlamento di Westminster?
SULLE PUNTE
Simone Clarke, prima ballerina dell’English National Ballet, durante una performance nella basilica di Westminster nel 2005. Dalla settimana prossima l’artista, che si è iscritta al Bnp, interpreterà Giselle al London Coliseum (Kirsty Wiggleworth/PA)