varie, 7 gennaio 2007
SORIA
SORIA Giuliano Costigliole d’Asti (Asti) 20 febbraio 1951. Traduttore e saggista, professore di lingua e letteratura spagnola all’università di Roma tre, creatore e animatore dal 1982 del Premio Grinzane Cavour. Arrestato il 12 marzo 2009 per malversazione ai danni dello Stato (soldi pubblici usati per scopi diversi da quelli per i quali sono stati ottenuti, più o meno un milione di euro, secondo gli inquirenti) • «[...] il padre padrone del Premio Grinzane Cavour, l’uomo che sciorina i suoi Nobel come fossero noccioline. [...]» (Aldo Grasso, ”Corriere della Sera” 6/1/2007) • «L’ascesa, irresistibile, è iniziata nel 1982, quando Giuliano Soria, reduce da un periodo di studi post-laurea a Parigi, si lanciò nell’idea di un premio letterario. Non pareva neppure troppo originale ma lui, come ha ripetuto in molte interviste, sapeva che cosa fare: mettere insieme da una parte i giovani e dall’altra grandi nomi della letteratura internazionale. Cominciò alla redazione della Sei, dove il direttore don Meotto stava lavorando sugli stessi temi. Scelse il nome di Grinzane-Cavour perché c’era un castello bellissimo, in mezzo alle vigne, ”in un paesaggio che evoca Pavese e Fenoglio, con un’antica civiltà di cultura materiale”, e gli piaceva l’idea di portare grandi scrittori da tutto il mondo a mangiare in questa terra. Era l’uovo di Colombo, ma ci voleva un colombo d’acciaio. Il giovane Soria da Costigliole d’Asti, figlio di commercianti, laureato a Torino (sulla trentina, forse un po’ meno: quest’uomo pur così pubblico ha sempre tenuto in ombra la data di nascita, non c’è neppure sulla pagina di Wikipedia a lui dedicata) aveva tutte le caratteristiche necessarie per la napoleonica impresa. Partito con quattro soldi, si dice venti milioni di lire, ha costruito negli anni una multinazionale della cultura, saldamente accentrata attorno alla sua persona, che ora gestisce premi in tutto il mondo. Ha restaurato castelli, inaugurato parchi culturali, organizzato migliaia di manifestazioni, premiato migliaia di autori molti dei quali poi arrivati al Nobel (cosa di cui è orgoglioso), portato nelle Langhe quasi tutti gli scrittori di qualche fama che il pianeta abbia prodotto. E naturalmente abbeverato consessi accademici e artistici d’ogni lingua e Paese, anche a casa loro, con i celebri vini piemontesi. Soria ha coinvolto strepitose quantità di studenti nelle sue giurie e nei suoi concorsi, ha una rete invidiabile negli istituti superiori italiani all’estero. E un grande consenso negli enti locali: cambiano le maggioranze ma non l’interesse per le attività del Grinzane, il che vuol dire per lui, uomo solo al comando. Carattere spinoso, a tratti aggressivo, mai troppo accondiscendente, Soria riesce a essere insieme il grande antipatico e il grande seduttore, giocando con molti alleati una partita, al fondo, solitaria. Uno schiacciasassi coi rulli di velluto. Negli anni nessuno ha resistito al suo fascino: né gli autori, né i ministeri (Esteri e Beni culturali, soprattutto) dove il Grinzane si muove come a casa propria, né le fondazioni bancarie (soprattutto San Paolo e Crt), né Bruxelles, né gli enti locali. L’ultimo finanziamento regionale risulta di 1,1 milioni, a fronte di poco più di 700 mila per la Fiera del libro. Il Signore del Grinzane è il ”fund raiser” ineguagliabile che tutti vorrebbero, verso cui sembra correre spontaneamente un fiume di denaro. Il Museo del Cinema è riuscito a tenerselo per un mandato, l’Università di Roma Tre gli ha dato la prestigiosa cattedra di Ispanistica, ma è impossibile sottrarlo se non per poco tempo alla sua creatura, con la quale ha un’identificazione totale e sulla quale è paternalista e padrone, alla vecchia maniera. Il numero degli ex collaboratori è in continua crescita e così quello dei nemici, o almeno degli antipatizzanti. [...]» (Mario Baudino, ”La Stampa” 14/2/2009) • «[...] I nostri risultati sono il frutto di rapporti con una comunità internazionale che ci segue e ci considera uno dei più significativi premi letterari europei [...] Ho fatto più carriere: quella universitaria, l’impegno in istituti internazionali di cultura, ho tradotto classici come Ruben Darío e Adolfo Bioy Casares, sono stato presidente del Museo nazionale del cinema. Tante anime, anche elitarie, confluite nel lavoro per il Grinzane Cavour, che io considero una pastorale della lettura [...] Partiti come semplice Premio letterario, abbiamo sviluppato tre direttrici principali: attrarre i giovani alla lettura e renderli partecipi della grande letteratura, non soltanto dei classici che si insegnano a scuola, ma dei libri che ci parlano dell’oggi. Così abbiamo coinvolto in venticinque anni almeno trecentomila giovani per leggere e giudicare le opere selezionate dalla giuria di esperti. Siamo sempre stati attenti poi alla dimensione internazionale, come testimoniano il premio Grinzane France ma anche il Grinzane Montevideo e il Grinzane Ermitage, dedicato alla saggistica d’arte. La nostra terza caratteristica è la forte identificazione con il territorio: c’è una cultura materiale, definita eredità intangibile, di cui fanno parte l’arte del tè o la coltivazione della vite. per questo che il nostro premio, partito dal paese in cui per oltre quindici anni fu sindaco Cavour che lì fece piantare un vigneto ancora in produzione, si preoccupa anche del restauro e del mantenimento dei castelli di Cortanze, di Castigliole, di Magliano Alfieri [...] abbiamo puntato su nomi emergenti. Alcuni hanno ricevuto il Nobel, altri potrebbero vincerlo: da Oran Pamuk a Carlos Fuentes, da Mario Vargas Llosa a Ismail Kadaré. Da ispanista, mi cruccia però un’occasione mancata: non esser mai riuscito ad avere Gabriel García Márquez [...]» (Dino Messina, ”Corriere della Sera” 3/6/2006) • Nel 2009 è finito sotto inchiesta per «violenza sessuale» e «malversazione »: «[…] Ci sono due indagini parallele. I pm della sezione ”Fasce deboli” della procura, De Montis e Longi, lavorano su una serie di precise ipotesi di reati, che ora appaiono per certi versi incredibili: molestie sessuali e vessazioni sul posto di lavoro. La Finanza invece sugli aspetti amministrativi e fiscali. L’ex maggiordomo di Soria, un giovane nativo dell’isola Mauritius, lo avrebbe denunciato dichiarandosi vittima di ”approcci di natura sessuale”, di ”comportamenti prepotenti”, ancora tutti da dimostrare. Il giovane straniero, per documentare le sue accuse, avrebbe videofilmato e registrato segretamente gli episodi più gravi. Ma le indagini sono ancora in corso, e potrebbero riservare altre sorprese: come l’emergere di un disegno diabolico, non si esclude nemmeno una vendetta costruita ad arte contro Soria, con lo scopo di distruggerne l’immagine e, contestualmente, anche quella del Grinzane Cavour. […] Poi c’è la seconda tranche dell’inchiesta, delegata dai pm della procura di Torino alla Guardia di finanza. Le fiamme gialle, nel corso di un lungo blitz, a cui hanno partecipato decine di militari, hanno sequestrato negli uffici dell’associazione computer, faldoni pieni di documenti, carte contabili e altro materiale. Sono state perquisite anche le case private e le altre sedi piemontesi. Più incerto il quadro dell’accusa ma è evidente che i magistrati vogliono ricostruire il percorso del flusso di denaro pubblico affidato nel corso degli anni ai responsabili del Grinzane. Al centro, una lunga teoria di voli tra Torino, Roma e altre destinazioni che sarebbero stati fatturati all’associazione. Un capitolo a parte riguarda il tipo di rapporti di lavoro che erano stati instaurati all’interno dell’organizzazione, cioè se i contratti di assunzione fossero o no regolari, o se ci fossero ”sacche” di lavoro nero. Infine un capitolo molto delicato, come di presunte regalie, sempre effettuate con i fondi pubblici, a favore di esponenti politici del Piemonte o a loro familiari. […]» (Massimo Numa, ”La Stampa” 14/2/2009) • «Molestie sessuali? Vessazioni sul posto di lavoro? Ma siamo impazziti? E chi mi accuserebbe? Il mio maggiordomo? Ma stiamo scherzando? Io non ho neanche mai avuto un maggiordomo: è una trappola, un complotto [...] Ho un carattere difficile e tanti nemici non può essere un caso che a ventiquattr’ore da una giornata come il San Valentino della cultura, qualcuno abbia voluto farmi questo bel pacchetto. Io però non ho nulla da rimproverarmi, se non appunto, di essere stato a volte un po’ duro con i miei dipendenti. Di qui a sentirmi colpevole di reati che non stanno né in cielo né in terra, mi creda, ne passa [...]» (’La Stampa” 14/2/2009) • «’Quando provavo a difendermi diceva: forse non hai capito bene. La legge qui sono io. Io sono grande e tu sei piccolo, ti schiaccio come e quando voglio, chiaro?”. Nitish si schiarisce un po’ la voce e scandisce ogni sillaba: ”Era ve-ra-mente ca-tti-vo”. Mette assieme i ricordi di un anno e tre mesi ”da incubo”, come dice lui: quelli passati al servizio (come aiutante tuttofare) di Giuliano Soria […] ”Voleva che io fossi a disposizione giorno e notte, magari per dirmi di lavare le scale all’una del mattino. Si arrabbiava ogni volta che non era soddisfatto: mi diceva ”ti butto giù dal balcone’ e mi toglieva soldi dalla paga, 30 euro se pulivo male, 50 per un cappuccino che non gli piaceva. Ma le parole che mi ferivano di più erano quelle razziste: negro, non sei fatto per vivere qui, sei un bastardo schiavo, mi diceva. E quando l’altra domestica lo pregava di smetterla lui urlava ancora di più: ” qui per lavorare, non per dormire. E deve fare quello che dico io’. Mi costringeva perfino a mangiare carne rossa che per gli induisti come me non è consentito […] Ho paura che mi faccia cacciare dall’Italia. Lo diceva sempre: ”Io ho tanti amici in polizia... una persona del suo giro mi ha mandato un sms di minaccia... ma io non ho fatto nulla di male. Ho studiato biologia e vorrei finire gli studi e vivere in Italia. Lo so che sono stato sfortunato. A parte lui io sono grato a questo Paese […] qualche volta mi ha dato sberle […] ha provato a entrare nel mio letto, mi ha messo le mani addosso […]» (Giusi Fasano, ”Corriere della Sera” 20/2/2009).