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 2007  gennaio 07 Domenica calendario

Padoan Pier

• Carlo Roma 19 gennaio 1950. Economista. Dal 2009 capoeconomista e vice segretario generale dell’Ocse. Fino al 2005 direttore esecutivo per l’Italia al Fmi. Insegna all’Università La Sapienza di Roma. Dal 1998 al 2001 consigliere del presidente del Consiglio per le politiche economiche internazionali. Ha diretto il Dipartimento Economia al Collegio di Europa di Bruges e insegnato, tra l’altro, all’Université Libre de Bruxelles • «[...] direttore della fondazione Italianieuropei, presieduta da Massimo D-Alema e il cui comitato scientifico è guidato da Giuliano Amato. Padoan è uno dei tre economisti riformisti, autori nel 1998 di un famoso documento presentato al congresso del Pds che D-Alema portò con sé a palazzo Chigi. I ”Blairiani alle vongole”, come ironicamente venivano chiamati: un gruppetto di cui facevano parte, oltre a lui, anche Nicola Rossi e Marcello Messori. [...] Economista vicinissimo a D’Alema, per quattro anni e mezzo rappresentante dell’Italia al Fondo monetario internazionale, dov’è sbarcato dopo la fine dell’esperienza a palazzo Chigi, alla fine del 2005 è rientrato in Italia per guidare la Fondazione nata alla fine degli anni Novanta con il progetto di innestare la cultura politica delle socialdemocrazie europee nel corpaccione dell’ex Pci. E ora Padoan tira le prime somme: ”Proprio nel lavoro che sto facendo da un anno mi sono reso conto della separatezza che esiste fra i bisogni reali di cultura politica del Paese e quello che invece la politica ufficiale offre”. L’ex consigliere di D’Alema sottolinea di fare questa affermazione ”da una collocazione politica ben definita”, quella nel partito che il suo collega (e amico) Rossi ha appena abbandonato. Rendendosi comunque conto dell’esistenza di ”uno jato” impressionante. ”Anche perché mi sono reso conto che c’è una grandissima quantità di questioni nelle quali non c’è nemmeno un frammento di cultura riformista”, dice. Per esempio? ”Mi piacerebbe che esistesse in Italia un sindacato riformista, che si ponesse il problema di rappresentare i lavoratori in un’epoca nella quale il lavoro sta cambiando in continuazione. Un sindacato che quando si parla di età pensionabile, a parte le ovvie considerazioni sui lavori usuranti, si ponesse il problema di quale lavoro ci sarà fra vent’anni». E poi ”non sarebbe il caso di mettere all’ordine del giorno qual è l’ammontare di Stato, di Pubblico, di cui il Paese ha davvero bisogno? Davvero, al di là degli slogan, nessuno si è mai fatto questa domanda”. Ci tiene, Padoan, a far capire che nelle sue parole non c’è soltanto la passione politica. Rientrato dagli Stati Uniti è tornato a tutti gli effetti nei ranghi degli economisti accademici, riprendendo il proprio posto da docente ordinario di ruolo alla facoltà di Economia della Sapienza. E ha cominciato anche una collaborazione con il Cer. ”Perché”, ammette, ”occuparmi di economia è la cosa che mi piace di più”. A parte, forse, giocare a tennis» (Sergio Rizzo, ”Corriere della Sera” 6/1/2007).