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 2007  gennaio 07 Domenica calendario

Jones RickieLee

• Chicago (Stati Uniti) 8 novembre 1954. Cantante • «E’ stata la prima, nel 1979, a lanciare il look sexy-trasgressivo – guanti di pizzo, sottoveste, collant di spandex e basco – poi imitato da ”discepoli” quali Pat Benatar, Wendy e Lisa (musiciste di Prince) e Madonna. Il suo debutto, lo stesso anno, nell’omonimo video musicale – ”Rickie Lee Jones” - una novità assoluta per i tempi - è stato, a detta dell’autorevole New Yorker ”la miccia che ha dato vita a Mtv”. Ma se la bibbia musicale Rolling Stone - che le ha dedicato varie copertine - la considera una delle guru più innovative ed importanti della musica contemporanea, alla stregua di Bob Dylan, John Lennon e Kurt Cobain [...] Rickie Lee Jones rifiuta di essere etichettata. ”Il mio plusvalore è la mia inafferrabilità come artista” [...] Dopo quasi 30 anni spesi a creare un genere tutto suo, eclettico e indefinibile – un misto di protesta politica e lirismo personale a ritmo di rock, folk, jazz, soul e pop – Ricky torna a provocare con un album interamente ispirato alle parole e idee di Gesù. L’ex ribelle trasgressiva, reduce dall’inferno dell’alcolismo e delle droghe, getta dunque la spugna per convertirsi al Vangelo? ”Stanley Kubrick ci ha insegnato che ogni opera è un lavoro a sé – replica la Jones – Il mio penultimo disco era politico, questo è religioso e il prossimo sarà qualcosa di completamente diverso”. La sua, insomma, non è la classica conversione da cristiano rinato. ”Ho sempre disprezzavo la religione organizzata, a causa dei predicatori televisivi e della destra fondamentalista cristiana che qui in America va in giro per le chiese a dire ”votate George Bush altrimenti andrete all’inferno’” [...] I suoi padri spirituali? ”Laura Nyro, Van Morrison e i Beatles. Succede quando sei giovane, e a 14 anni scopri per la prima volta la musica che diventa la tua religione, l’unica cosa che ti importa quando ti svegli e vai a dormire e per cui finisci per scappare da casa”. Tra i suoi gruppi preferiti, oggi, annovera Cypress Hill e Motley Crue, ”tutta gente che è riuscita ad infrangermi il cuore”. ”Per anni l’unica creatività musicale è venuta dal rap – precisa – Oggi vorrei vedere meno violenza in questo genere”. Ma la guerra alla musica rap ”misogina e violenta” promossa da luminari come Oprah Winfrey non la convince. ”Non sono mai per la soppressione dell’arte. Però il rap dovrebbe dare più spazio ai non violenti: ce ne sono tanti. [...] Sul palco mi concedo tutta, come Frank Sinatra, il mio cantante preferito. Guardando Frank sul palcoscenico mi sentivo serena perché sapevo che mi avrebbe portato dove volevo andare. Avrei guardato il suo cuore spezzarsi e poi guarire davanti a me e alla fine la sua redenzione sarebbe stata la mia e mi sarei sentita felice e contenta della mia vita. Nessun altro cantante è riuscito a darmi quel miracolo”. Neppure Bob Dylan? ”No, non è un performer, funziona meglio in cd che dal vivo”. Madonna? ”No, non sono una sua fan, è la regina dei ghiacci, una persona freddissima. Preferisco Janis Joplin e Jimi Hendrix”. Jim Morrison dei Doors? ”Non cantava bene e si amava troppo. Come Bono, un narcisista alla Mick Jagger che era sempre a rimirarsi allo specchio. I Beatles e John Lennon sì che mi piacevano, la loro musica veniva dal cuore. Hanno cambiato il mondo. E dire che erano solo cantanti”» (Alessandra Farkas, ”Corriere della Sera” 6/1/2007).