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 2007  gennaio 07 Domenica calendario

DཿALIMONTE Roberto

D’ALIMONTE Roberto • «L’anno decisivo è il 1965. Mentre in Italia Saragat viene eletto presidente della Repubblica, il giovane Roberto D’Alimonte scopre l’America. Lascia le versioni di latino e greco del liceo Virgilio di Mantova e viene spedito a studiare per un anno nella High school di Dayton, Ohio. Lì si appassiona a due cose: la compagna di classe Cynthia, che diventerà sua moglie, e le lezioni di government, che gli fanno abbandonare il suo sogno da bambino, fare il chimico. Si iscrive alla facoltà di Scienze politiche a Firenze, si laurea con Giovanni Sartori – suo maestro, ma i rapporti non sono sempre facili – si perfeziona a Harvard e Berkeley. Oggi insegna Sistema politico italiano sempre a Firenze, è visiting professor a Yale e Stanford, scrive sul Sole 24 ore, spesso citato da New York Times e Financial Times, molto stimato dalla Fondazione Italianieuropei di Amato e D’Alema. Ma i riflettori nostrani, per lui, si sono accesi alla soglia dei 60 anni, con la proposta di modifica della legge elettorale che porta il suo nome. Proposta minimalista, si dice: nel senso che non stravolge il testo uscito dalla penna di Calderoli ma ne corregge cinque aspetti come il premio di maggioranza al Senato che diventa su base nazionale, e l’impossibilità di candidarsi in più collegi. Eppure il professor è un convinto sostenitore del maggioritario uninominale. Perché non battersi per questo, allora? ”Perché – risponde il professore – distinguo fra il piano del desiderabile e quello del possibile. Oggi una riforma radicale è difficile ma non possiamo permetterci di usare un’altra volta questo sistema perché non garantisce governabilità. Bisogna intervenire subito, e subito questo si può fare”. Il professore sa bene che non basta: per questo firmerà il referendum Segni-Guzzetta, ”è una buona arma di pressione”. E invita i ”partiti grandi, sia di sinistra che di destra, a trovare un accordo per limitare il potere di ricatto dei piccoli. Altrimenti alle prossime elezioni la frammentazione aumenterà. Avremo anche il partito Forza Moggi”» (Lorenzo Salvia, ”Corriere della Sera” 7/1/2007).