(Roberto Furlani, Corriere della Sera 2/1/2007), 2 gennaio 2007
Nell’area del Parco marino di Ras Mohammed a Sharm El Sheikh, Redouna Bschary dell’Università di Neuchatel e altri ricercatori dell’Università di Cambridge e del Max Plank Institute di Stamberg, hanno filmato azioni comuni di caccia tra cernie e murene
Nell’area del Parco marino di Ras Mohammed a Sharm El Sheikh, Redouna Bschary dell’Università di Neuchatel e altri ricercatori dell’Università di Cambridge e del Max Plank Institute di Stamberg, hanno filmato azioni comuni di caccia tra cernie e murene. "Le cernie sono predatori diurni, che cacciano in acque aperte, mentre le murene agiscono di notte, scovando le loro prede nascoste negli anfratti della barriera. Le strategie di caccia sono quindi complementari e per una preda diventa decisamente difficile farla franca se i due decidono di unire le forze" (Bschary). L’iniziativa è della cernia, che per invitare la murena, l’aspetta davanti alla sua tana e inizia a scuotere la testa, distendendo la pinna dorsale. Se la murena emerge, la guida nel rifugio della preda (per richiamare la sua attenzione talvolta inscena il suo balletto davanti al nascondiglio della preda). Il bottino è consumato alternativamente dai due predatori. " il primo esempio di caccia coordinata osservato nei pesci e si tratta molto probabilmente di un comportamento appreso. Dobbiamo ora capire se è diffuso in tutto il Mar Rosso" (Bschary). Frequente tra lupi, leoni, scimpanzé, licaoni, pellicani, sulle e poiane di Harris, la cooperazione nella caccia è rara tra esemplari appartenenti a specie differenti. Come i tassi del miele e gli uccelli indicatori golanera, che condividono l’interesse per le api e per i loro prodotti. L’uccello esplora in volo il territorio alla ricerca di alveari, ma non potendolo penetrare per le sue dimensioni, si avvale del tasso, che accorre guidato dai suoi richiami per raccogliere miele e larve, lasciando all’uccello cera e api stesse. Anche l’uomo ricorre agli animali per la caccia. "L’alleanza tra delfino e pescatori è storica, osservata anticamente già da Plinio lungo le coste della Provenza e che si è ripetuta in Australia, Brasile e in Mauritana dove tursiopi e uomini hanno unito le forze per catturare banchi di pesci" (Giuseppe Notarbartolo di Sciara, esperto di cetacei). Tra gli atri animali sfruttati dall’uomo, talvolta in modo coercitivo: cani, ghepardi, falchi, cormorani (questi ultimi dotati di un anello al collo per evitare che si mangino le prede).