(Antonio Massari, La Stampa 2/1/2007)., 2 gennaio 2007
A Colobraro, Matera, mille abitanti, nominare il comune porta sfortuna. E se qualcuno lo fa, i presenti fanno gesti apotropaici
A Colobraro, Matera, mille abitanti, nominare il comune porta sfortuna. E se qualcuno lo fa, i presenti fanno gesti apotropaici. La superstizione è nata prima della Seconda guerra mondiale, quando «don Virgilio, potestà del paese, lanciò un’invettiva minacciando: "Che possa cadere il candelabro". E a quanto pare, di lì a pochi giorni, il candelabro cadde. Lasciando tutti con un forte sospetto. Sin qui la leggenda. Il resto è superstizione, auto-ironia, e anche una buona dose di discriminazione» (il sindaco, Domenico La Rocca). Ci credono perfino gli agenti delle pattuglie, quando per strada fermano uno di Colombrano: «Leggono la residenza sulla patente e poi, magari, incrociando le dita, ti dicono: vada, vada» (La Rocca). Qualche anno fa il comune, col contributo di Regione Basilicata, Provincia di Matera e Unione europea, ha lanciato il "Progetto Colobraro terra del magico e del fantastico", che ha portato alla pubblicazione di un romanzo, "La storia immaginata - Dentro le stelle di Colobraro", e di 10 cartoline che ritraggono il paese tra saette fantasmi e trombe d’aria.