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 2006  dicembre 29 Venerdì calendario

Euro. Dal primo gennaio 2007 la Slovenia è il tredicesimo Paese ad adottare la moneta unica europea (sulla faccia comune delle monete coniate dalla Finlandia per Lubiana, per la prima volta compare la carta geografica aggiornata dell’intera Unione europea, e non più dei Quindici Paesi membri prima dell’allargamento del 2004)

Euro. Dal primo gennaio 2007 la Slovenia è il tredicesimo Paese ad adottare la moneta unica europea (sulla faccia comune delle monete coniate dalla Finlandia per Lubiana, per la prima volta compare la carta geografica aggiornata dell’intera Unione europea, e non più dei Quindici Paesi membri prima dell’allargamento del 2004). Con questo ingresso aumenterà ulteriormente la circolazione di euro banconote, che nell’ottobre 2006 ha raggiunto il record: 595 miliardi, quasi il triplo dei 221 miliardi del gennaio 2002, quando l’euro è entrato in circolazione (calcoli della Commissione Ue). Partendo da questi dati il Financial Times calcola, a inizio dicembre, il valore del totale delle banconote in euro per 610 miliardi, aumentato fino a superare, il 27 dicembre, quello dei dollari in circolazione (salva la precisazione che nell’analisi sono considerate le banconote conservate nei forzieri delle banche commerciali, non quelle detenute come riserva dalle banche centrali). Secondo Antti Heinonen, capo del direttorato della Banca centrale europea, il sorpasso è dovuto non solo a motivi demografici (la popolazione dell’Ue, con 315 milioni di abitanti, supera quella degli Stati Uniti), ma anche ai bassi tassi di interesse (gli europei hanno trattenuto più contante invece di depositarlo in banca) e all’abitudine degli americani di privilegiare i pagamenti elettronici (a differenza degli europei che usano il cash nell’80% delle loro transazioni). Il biglietto che si diffonde più rapidamente, in volume, è quello da 500 euro (con un tasso di crescita annuo del 14% a novembre), mentre tra le banconote di piccolo taglio vince il dollaro, che resta la moneta più usata all’estero. Secondo la Commissione Ue, tra il 10 e il 20% dei biglietti in euro circolano al di fuori dall’eurozona (il Montenegro e il Kosovo, per esempio, hanno adottato l’euro come valuta nazionale pur non appartenendo all’Unione). Il dollaro continua a dominare le riserve ufficiali di valute estere, con una quota intorno al 66% secondo le statistiche della Bri (Banca dei regolamenti internazionali). Ma, a cinque anni dalla sua introduzione, anche su questo fronte l’euro accresce la sua influenza, guadagnando popolarità soprattutto tra i Paesi Opec, dal Venezuela di Hugo Chavez all’Iran di Mahmoud Ahmadinejad, e in alcune economie emergenti come la Russia, per ragioni politiche o a causa della svalutazione del dollaro (1,3140 il cambio euro-dollaro alla chiusura di ieri). Il commissario europeo Joaquin Almunia, responsabile degli Affari monetari: "L’euro ha comportato molti vantaggi, a cominciare da un livello di inflazione e tassi di interesse che per molti Paesi non è mai stato così basso per così tanto tempo. Ci ha salvato da crisi valutarie e speculazioni di mercato. Ha reso le nostre importazioni più convenienti, a partire da quelle del petrolio, perché è una valuta forte e stabile. Ci ha reso meno dipendenti al mondo esterno, aumentando gli investimenti nell’eurozona. Ha aumentato la trasparenza dei prezzi e quindi la concorrenza". Ecco perché è sbagliato usare la moneta unica "come capro espiatorio per altri problemi", ha commentato Almunia, riconoscendo che tra i cittadini europei continua invece a prevalere una "percezione distorta".