Varie, 4 gennaio 2007
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Galvani Marina
• Economista. Storica dell’arte • «Fa parte di quel gruppo ristretto di italiani che ha raggiunto posti di rilievo nelle istituzioni internazionali. Economista bocconiana specializzata a Vienna, storica dell’arte con doppia laurea nella capitale asburgica e master all’Università del Maryland, preferisce definire il suo talento di confine attraverso i pregiudizi degli altri: ”Per gli economisti sono una transfuga - dice - per gli storici dell’arte un’eretica”. Per il presidente della Banca mondiale Paul Wolfowitz, e prima per il suo predecessore James Wolfensohn che l’ha assunta, Marina Galvani è invece semplicemente la curatrice dell’’Art Program” dell’istituzione di Bretton Woods. Quest’anno nella Banca, al cuore della Washington politica e di quella della burocrazia finanziaria, organizzerà una mostra di 150 opere di artisti israeliani e palestinesi; l’hanno scorso aveva raccolto i quadri della pittrice filippina Pacita Abad, quello prima gli artisti del Vietnam dopo le guerre d’Indocina. Il suo tipo mecenatismo poi si muove all’incrocio fra diplomazia, interessi politici contrapposti e fondi a disposizione scarsi e, per di più, pubblici. Marina Galvani ha il compito di selezionare e acquistare per la Banca opere di artisti dei Paesi più in basso nella scala dei redditi o dello sviluppo» (Federico Fubini, ”Corriere della Sera” 4/1/2007).