Varie, 4 gennaio 2007
CECCANTI
CECCANTI Stefano Pisa 27 gennaio 1961. Costituzionalista. Professore di Diritto pubblico comparato alla Sapienza di Roma • «Negli studi de ”la 7” i riflettori si erano appena spenti e Giuliano Ferrara si avvicinò al professor Stefano Ceccanti: ”Ho letto che pure lei è un ex della Fuci... Il vostro difetto è che siete troppo intelligenti!”. Sempre pronto, Giuliano Ferrara, a riconoscere l’intelligenza anche quando alligna in personaggi intrisi di culture a lui lontane. Come nel caso del professor Ceccanti, estensore del testo sulle coppie di fatto che in pochi giorni ha miracolosamente messo d’accordo la sua ”commmittente”, la ministra femminista Barbara Pollastrini e il leader della destra post-missina Gianfranco Fini. Ceccanti è un ex presidente della Fuci, la mitica organizzazione degli universitari cattolici che a cavallo delle due guerre aveva formato mezza élite nazionale e che sembrava oramai aver esaurito la sua propulsione. Non è così: a guardar bene, i ”fucini” si ritrovano nei luoghi caldi della politica progressista e le loro idee stanno permeando la sinistra italiana» (Fabio Martini) • Clamorosamente escluso dalle liste del Pd per le politiche 2008: «’Se ci fosse una razionalità nella scelta di tagliarmi fuori, ne sarei più contento”. Non è contento affatto, Stefano Ceccanti. [...] da quando Veltroni è stato eletto segretario ne è stato uno dei consiglieri più ascoltati e non solo sulle questioni istituzionali. A quattro mani con Salvatore Vassallo, ha scritto per il Pd le proposte di riforma della legge elettorale. Ma Vassallo è candidato e lui invece non lo è. ”Perché? Sono la persona meno indicata a cui domandarlo, io non lo so davvero’ giura Ceccanti e basta il tono della voce a dire quanto sia deluso ”. Nessuno mi ha detto niente”. Veltroni non l’ha chiamata? ”No”. E Goffredo Bettini, Dario Franceschini? ”Neanche”. Scusi professore, ma se le avessero offerto un posto a rischio lo avrebbe accettato? ”Il problema è che nessuno mi ha offerto nulla”. Né è bastato che Enrico Morando e Giorgio Tonini, collaboratori strettissimi del segretario e grandi sostenitori di Ceccanti, siano andati personalmente da Veltroni [...] per perorare la causa del costituzionalista: il leader del Pd ha risposto loro che la questione era ”demandata al territorio”, e cioè alla Toscana. Ma il segretario locale del Pd, Andrea Manciulli, declina le responsabilità e anzi rivela che nessuno ha proposto alla sua regione di ”presentare come espressione del territorio il professore Ceccanti, il quale peraltro è da noi molto stimato”. Insomma, a sentire Manciulli è tutta colpa di ”un equivoco”. Un ”equivoco” che ha bloccato per quasi un’ora i lavori del coordinamento nazionale, ma una soluzione non si è trovata. E Veltroni, racconta chi era presente, non si sarebbe speso più di tanto per aggiustare in extremis le cose. [...] Svista o scelta calcolata? La seconda ipotesi è anche quella più accreditata ai piani alti del Pd, dove si racconta che [...] Bettini avesse avvertito gli addetti ai lavori che c’era qualche difficoltà per la candidatura del docente. [...] il più imbarazzato è proprio Vassallo, l’altra metà del tandem. ”Mi riesce difficile capire perché il partito abbia deciso di privarsi delle competenze e della capacità di lavoro di Ceccanti – solidarizza Vassallo, con una punta di polemica ”. una decisione che stride con l’impegno profuso da Veltroni per aprire le liste e rinnovare la classe parlamentare”» (M. Gu., ”Corriere della Sera” 4/3/2008).