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 2007  gennaio 04 Giovedì calendario

SAVIGNANO Luciana

SAVIGNANO Luciana Milano 30 novembre 1943. Ballerina • «Sarà quel volto enigmatico, con una dolcezza che scaturisce sorprendentemente da lineamenti netti, scolpiti; sarà quel corpo sottile e atletico che da cigno l’ha trasformata in albatro. Luciana Savignano sprigiona da sempre un’aura esoterica. Non per niente Valeria Crippa, che ha dedicato alla grande danzatrice un bel libro con un’intervista-confessione e un centinaio di fotografie, scomoda André Breton il quale ne l’Arte magica parla di opere che esercitano su chi le osserva una suggestione superiore a quanto possa captare il pensiero tradizionale. La Savignano è, appunto, una danzatrice magica, che molti coreografi hanno utilizzato come totem, come idolo sacro. [...] Come Carla Fracci e Liliana Cosi, la Savignano è stata uno splendido prodotto della Scala. Ma certo ha sofferto della presenza di quei due fulgidi astri del balletto classico-romantico. Così ha preso un’altra strada, lontana dalle eroine ottocentesche e dai tutù a tulle: la strada dei grandi coreografi contemporanei, Pistoni, Béjart, Petit, Ailey, che le hanno fatto scoprire le geometrie sinuose del suo corpo, una sensualità pura e stilizzata. Ecco lo “scandalo” della seduttrice-killer nel Mandarino Meraviglioso (fu nel ’68, anno emblematico di contestazione per il teatro milanese), le astrazioni di Ce que l’amour me dit, la passionalità di La voix humaine, la divinità orgiastica del Bolero. Avrebbe potuto a quel punto spiccare il volo verso altri lidi, Luciana. Tra il ’73 e il ’78 il “Ballet du XX siècle” di Maurice Béjart la portò sugli allori in giro per il mondo. Ma lei decise di rimanere radicata alla sua Milano, alla Scala (“il mio involucro, il mio rifugio”), alla madre rimasta vedova. Preferì, a un’ambiziosa e scintillante carriera internazionale, il familiare calore umano» (Alessandro Cannavò, “Corriere della Sera” 2/1/2007).