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 2007  gennaio 02 Martedì calendario

Giuseppina Brasacchio, di anni 73. Disabile totale, viveva col figlio Francesco Boario, 30 anni, ex operaio alla Galbani di Pavia, disoccupato da tre anni, schivo e solitario, sempre più depresso, talvolta sorpreso dai vicini a parlare da solo, capace di starsene rintanato in casa per giorni interi a fumare una sigaretta dopo l’altra o di uscire in piena notte per vagare a bordo del suo Apecar verde e rumoroso

Giuseppina Brasacchio, di anni 73. Disabile totale, viveva col figlio Francesco Boario, 30 anni, ex operaio alla Galbani di Pavia, disoccupato da tre anni, schivo e solitario, sempre più depresso, talvolta sorpreso dai vicini a parlare da solo, capace di starsene rintanato in casa per giorni interi a fumare una sigaretta dopo l’altra o di uscire in piena notte per vagare a bordo del suo Apecar verde e rumoroso. Madre e figlio da qualche tempo litigavano di brutto e di continuo: lei lo assillava con la pretesa che si trovasse una moglie e un lavoro, lui le urlava parolacce e la costringeva a consegnargli i soldi della pensione. I vicini udirono insulti e bestemmie pure la notte di Capodanno, ma non fecero nulla perché «le discussioni violente in quella casa erano frequenti, nessuno ci faceva più caso». Il giorno dopo, verso l’ora di pranzo, la tavola apparecchiata a festa, di nuovo il Boario per qualche ragione si imbestialì con la madre, allora afferrò una spranga e con quella la colpì quaranta volte: prima sulla testa, poi sul collo, infine su tutto il corpo quando la vecchia se ne stava già in terra a rantolare. Subito dopo telefonò alla zia Iole: "Ho ucciso la mamma. Chiama i carabinieri". Lunedì 1 gennaio in una elegante villetta in via Roma 144, a Miradolo Terme, provincia di Pavia.