Tutti i giornali del 27 dicembre 06, 2 gennaio 2007
Mario Salvalaggio di anni 45, malato di mente, una vita trascorsa entrando e uscendo dai reparti psichiatrici degli ospedali di varie città
Mario Salvalaggio di anni 45, malato di mente, una vita trascorsa entrando e uscendo dai reparti psichiatrici degli ospedali di varie città. La mamma Anna Puleo, 70 anni, 28 anni fa s’era separata dal marito Salvatore e da allora abitava a Pinerolo con l’altro figlio Giovanni detto Johnny, 38 anni, mezzo matto pure da lui, in cura perenne con gli psicofarmaci. Per le feste di Natale la Puleo volle in famiglia pure Mario, la cosa mandò in bestia Johnny, da sempre geloso di quel fratello che a suo giudizio era il cocco di mamma. Il giorno di Santo Stefano, preparando il pranzo, la madre gli confidò: "Voglio che Mario torni a casa con noi, per sempre. Ho paura di morire e di non vederlo più". Giovanni attese che la donna uscisse dalla cucina, afferrò due coltelli e li infilzò nella schiena del fratello con una forza tale che entrambe le lame, dopo dieci colpi, risultarono accartocciate. La Puleo tornò giusto in tempo per assistere all’ultima pugnalata, prendere il figlio tra le braccia, ascoltare il suo ultimo respiro. I carabinieri trovarono l’assassino immobile sul balcone, lo sguardo fisso nel vuoto: "Non mi pento di quello che ho fatto, lui non doveva venire a stare con noi. Ora mi troverete un’altra famiglia? In quella dove vivo non mi trovo bene". Poco prima dell’ora di pranzo nel giorno di Santo Stefano in un appartamento in via Silvio Pellico a Pinerolo, provincia di Torino.