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 2006  dicembre 29 Venerdì calendario

Chiedi un mutuo alla guerriglia. La Stampa, venerdì 29 dicembre 2006 Da rapinatori di banche per finanziare la guerriglia a fondatori di un istituto di credito unico al mondo: Fondo Solídario Raul Sentic, il nome dello scomparso leader dei Tupamaros, il celebre gruppo rivoluzionario dell’estrema sinistra uruguayana, che ha abbandonato la lotta armata nell’85 per scendere nell’arena politica

Chiedi un mutuo alla guerriglia. La Stampa, venerdì 29 dicembre 2006 Da rapinatori di banche per finanziare la guerriglia a fondatori di un istituto di credito unico al mondo: Fondo Solídario Raul Sentic, il nome dello scomparso leader dei Tupamaros, il celebre gruppo rivoluzionario dell’estrema sinistra uruguayana, che ha abbandonato la lotta armata nell’85 per scendere nell’arena politica. Non solo. La banca, popolarmente chiamata Banco del Mpp (Movimiento de Partecipación Popular, la formazione politica più votata del cartello Frente Amplio nelle presidenziali del 2004, il 30% dell’elettorato) sfoggia un altro record da Guinness: presta i soldi gratis e senza alcuna garanzia. « l’istituto di credito dei compagni», chiosa La República, il quotidiano progressista di Montevideo. Ma non è finita: i fondi della banca, stimati in 500 mila dollari, provengono dagli stipendi dei dirigenti del partito che da 2 anni e mezzo sono ai vertici del governo del presidente socialista Tabarè Vázquez: dal più importante ministro del Paese, quello della Ganaderia (Bestiame), Agricoltura e Pesca, il mitico guerrigliero e grande rapinatore José Mujica, nome di battaglia Pepe, al ministro del Lavoro, lo storico Tupa Jorge Bononi, alla presidentessa della Camera, Nora Castro, nota ripulitrice di casseforti. Memori della loro storia, si fanno l’autoriduzione: prendono solo mille dollari, il resto va alla Fondazione. «La creazione della banca risponde al problema etico di un’organizzazione politica che ha sempre difeso la necessità di restituire alla gente ció che considera superfluo - spiega Neri Mutti, responsabile della Banca Mpp e membro del comitato centrale del partito, composto da 7 ex guerriglieri -. Non si può chiedere al popolo di stringere la cinghia se non si da l’esempio». Il salario incassato dai 60 parlamentari e ministeri oscilla dai 60 ai 65 mila pesos, sui 2. 500 dollari. Grazie a questi apporti, è partita la banca compagnera. «La Fondazione comunque riceve anche donazione esterne e la morosità è di appena l’11%», gongola l’ex Pepe, 71 anni di cui 12 di durissima galera, fino al 1985 quando dopo la dittatura militare tornò la democrazia ed i Tupamaros, inventori della guerriglia urbana, passarono dalla critica delle armi alle armi della critica. Naturalmente, visto che i prestiti a rate non richiedono garanzie e viene chiesto solo, ma è optional, di pagare una quota in più dopo aver saldato il debito, le domande piovono come le pallottole: solo nella capitale, sono già ben 1.800. Le richieste di finanziamento a tasso zero, che peró non possono superare i 2 mila dollari, riguardano investimenti in edilizia, falegnameria, pesca, gastronomia e servizi. «Diamo priorità a iniziative che offrono soluzioni a più persone - precisa Mutti-. Prima approviamo i progetti delle cooperative, poi delle associaizoni, quindi delle famiglie numerose, infine quelli individuali». Le rate devono essere dodici. Non tutti pagano, ma la banca degli ex guerrilleros resi celebri dal film di Costa-Gavras «Stato d’assedio» (il rapimento ed uccisione di un importante 007 della gringa Cia) non se ne preoccupa. Loro, gli ex idoli delle organizzazioni rivoluzionarie di tutto il mondo, si fidano sulla parola. Prima del prestito, comunque, fanno un sopralluogo e parlano con gli interessati. «Ci hanno prestato mille dollari per comprare una moto e per ripararne un’altra - dice Daniel Morales, uno sei soci della Postino, cooperativa di messaggeria-. Appena saputo della chicca, abbiamo chiamato. Non abbiamo alcun vincolo con il Mpp, anche se tutti votiamo a sinistra». Ed aggiunge: «Tutto finisce in propaganda politica, nessuno fa niente per niente. Peró gli ex Tupamaros qualcosa smuovono, gli altri invece un bel niente». Gian Antonio Orighi