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 2006  dicembre 28 Giovedì calendario

Tillman Pat

• Freemont (Stati Uniti) 11 giugno 1976, Sperah (Afghanistan) 22 aprile 2004. Giocatore professionista di football americano, nel 2002 decise di ritirarsi e di entrare nel corpo dei Marines. Fu ucciso durante una sparatoria mentre stava dando la caccia a Osama bin Laden. «Aveva un contratto miliardario e lo ha barattato per pochi dollari, era una star del football e ha lasciato la maglia per una divisa grigioverde, voleva vendicare i morti innocenti e colpire i nemici vigliacchi che avevano attaccato l´America e i suoi sogni ed è morto sui monti dell´Afghanistan, in uno scontro a fuoco nei pressi di Khost, dando la caccia a Bin Laden. Pat Tillman era un ragazzo che amava le sfide, ma dall´ultima non tornerà più indietro. Era il ”sogno americano” fatto persona; nato a San Josè, California, cresciuto in quella Silicon Valley che ha dato facili ricchezze e rapide illusioni, un ragazzo atletico, dotato di un fisico ”normale” ma eccezionale e di una ancora più eccezionale ”resistenza”. Amava le sfide sin da bambino quando si lanciava in acqua dai ponti o dalle rocce più alte, oppure quando da studente di college che già giocava in prima squadra ad Arizona State saltava oltre la rete di recinzione del Sun Devil Stadium per arrampicarsi su una delle torri di illuminazione. Era arrivato ad Arizona State con l´ultima borsa di studio disponibile, trovando solo un posto in panchina, luogo dove i sogni sono destinati a morire presto. Quattro anni dopo aveva lasciato il college, con una laurea (cum laude) in marketing presa con sei mesi di anticipo e con la nomina a migliore difensore dell´anno del Pac-10´. Anche con i professionisti all´inizio non aveva avuto vita facile. Scelto nella ”lotteria” del 1998 dai ”Cardinals” come 226 (su 241) cinque mesi dopo era titolare inamovibile. Al primo raduno della squadra era arrivato in bicicletta (non aveva ancora un´automobile), all´ultimo si presentò dopo aver partecipato a un triathlon di oltre 70 miglia. ”Era come Forrest Gump, voleva provare tutto”, aveva detto di lui un compagno di squadra quando nell´estate del 2002 il miglior safety (difensore), degli ”Arizona Cardinals” aveva confessato al suo allenatore che lasciava la squadra, rinunciando ai 3,6 milioni di dollari del contratto per arruolarsi nei rangers: non un´altra squadra della Nfl, ma una gloriosa branca dell´esercito degli Stati Uniti. 3,6 milioni di dollari scambiati con una paga annuale di 19mila dollari (più i benefit); i duri allenamenti dello sport americano dei ”duri” lasciati per il ”training” dei corpi speciali. Il coach Dave McGinnis era rimasto sorpreso ma aveva capito. Era da un anno che Pat aveva qualcosa che gli ”bruciava” dentro; da quella mattina dell´11 settembre, quando era rimasto ipnotizzato a guardare le Twin Towers in fiamme aveva deciso che doveva ”fare qualcosa”, pagare il suo ”debito” per la vita ”facile” e la ”fortuna” che aveva avuto fin qui. La spinta definitiva gliela aveva data il fratello minore Kevin, meno bravo di lui nello sport ma che aveva deciso di lasciare una promettente carriera nella lega minore di baseball a Cleveland per arruolarsi tra i rangers. Pat aveva tentato di evitare qualsiasi pubblicità, niente dichiarazioni pubbliche, niente interviste ma il suo gesto aveva colpito l´opinione pubblica facendone, suo malgrado, un eroe ancora prima di iniziare a combattere. Una scelta razionale, sostengono gli amici, perseguita con l´abituale serietà di un ragazzo che amava le sfide e che lo sport aveva fatto crescere come uomo. Lui e Kevin avevano completato il ”training” da soldati in luglio e poi quello individuale a ottobre. A novembre si erano ”diplomati” paracadutisti e a dicembre avevano seguito il Ranger Indoctrination Program. Insieme avevano vinto [...] il premio ”Arthur Ashe Courage”, riservato ai campioni che hanno meriti che trascendono lo sport. Pat era stato assegnato al secondo battaglione del 75esimo reggimento dei ranger basato a Fort Lewis, nello Stato di Washington. Nel 2003 il battesimo del fuoco in Iraq, poi quando la caccia a Bin Laden è ripresa in grande stile era stato inviato in Afghanistan» (Alberto Flores D’Arcais, ”la Repubblica” 24/4/2004).