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 2006  dicembre 20 Mercoledì calendario

Fallimento Trevitex, 33 banchieri condannati a un secolo e mezzo. Corriere della Sera 20 dicembre 2006

Fallimento Trevitex, 33 banchieri condannati a un secolo e mezzo. Corriere della Sera 20 dicembre 2006. Milano. A Milano una sentenza di primo grado infligge 130 anni a 33 banchieri di 4 istituti di credito (Banco di Napoli, Banca di Roma, Credito Italiano, Cassa di Risparmio di Venezia), a Vicenza in uno stralcio la Procura notifica l’«avviso di conclusione delle indagini» ad altri 18 banchieri di 3 istituti (ex Banco Ambrosiano Veneto, San Paolo Torino, Monte Paschi Siena), tra i quali il presidente di Banca Intesa, Giovanni Bazoli: in comune c’è, per le banche, l’ipotesi di reato di concorso nella bancarotta da 853 miliardi di lire nel 1995 della Trevitex della famiglia Dalle Carbonare di Vicenza, titolari all’epoca del secondo gruppo tessile italiano con 4500 dipendenti e del Vicenza Calcio. Verdetti a parte, l’inchiesta avviata nel 2000 dal pm milanese Alfredo Robledo ha già avuto l’effetto di propiziare transazioni senza precedenti: il curatore Piero Canevelli ha infatti potuto assicurare il pagamento dell’80% dei creditori non bancari. Il pool di istituti di credito che nel 1993 coordinarono il piano di salvataggio (per l’accusa «pilotato» da Mediobanca per ritardare il fallimento e consentire alle banche di rientrare il più possibile dalle proprie «esposizioni» a scapito di altri creditori) ha versato 33 miliardi di lire, abbandonato ipoteche su un immobile comasco da 25 miliardi, e rinunciato a gran parte dei 715 miliardi di crediti; 10 miliardi sono stati pagati da Kpmg; 20 dai Dalle Carbonare; 1,4 da Mediobanca; altri 6 dai 25 imputati che nel 2001 patteggiarono pene da 11 a 21 mesi (tra essi Giuseppe Maranghi, mentre per Maurizio Romiti, direttore centrale di Mediobanca, è intervenuta la prescrizione). E le spese del processo saranno coperte con 4 miliardi tuttora in sequestro. Ieri il Tribunale di Milano (presidente Gabriella Manfrin, a latere Elisabetta Meyer e Alfonsa Ferraro), oltre ai Dalle Carbonare (7 anni e 9 mesi a Sebastiano, 5 a Pietro, 4 a Diego) ha condannato 33 banchieri (come il presidente del Banco di Napoli, Luigi Coccioli, o della Ca- RiVe, Giuliano Segre; il condirettore generale di Banca di Roma, Antonio Nottola, o il direttore centrale di Credito Italiano, Alberto Cravero): tutti a 4 anni, tranne il docente della Bocconi e nel 1994 ministro dell’Università, Stefano Podestà (3 anni e mezzo per una sua perizia). Per il ruolo di banche in collegate vicende societarie infragruppo (Lanificio Titanus e Filatura di Caltrano), nel 2001 la Procura di Milano inviò uno stralcio per competenza a Vicenza, dove le pm Angelo Barbaglio e Monica Mazza (che ne sono titolari dal 2005) hanno ora concluso le indagini. L’«avviso di deposito degli atti», che la Procura veneta deve dare agli indagati (in vista di loro memorie difensive) qualora non intenda archiviare, è stato così notificato anche a 18 banchieri, tra i quali Bazoli (come presidente del Banco Ambrosiano Veneto), Carlo Zini e Luigi Cappugi (quali direttore generale e consigliere del Monte Paschi Siena), e Luigi Maranzana (da vicedirettore generale del San Paolo). Luigi Ferrarella