varie, 19 dicembre 2006
Rotta la tregua Nei Territori, abu mazen insiste con le elezioni. Il Foglio 19 dicembre 2006. ”Sono determinato a dare di nuovo la parola al popolo, questa crisi dura da nove mesi e la gente non può aspettare oltre e continuare a soffrire sul fronte della sicurezza e dell’economia”, ha detto il presidente dell’Autorià nazionale palestinese al termine di un colloquio a Ramallah con il premier britannico Blair, che ha espresso il suo ”pieno appoggio” prima di incontrarsi con le autorità israeliane
Rotta la tregua Nei Territori, abu mazen insiste con le elezioni. Il Foglio 19 dicembre 2006. ”Sono determinato a dare di nuovo la parola al popolo, questa crisi dura da nove mesi e la gente non può aspettare oltre e continuare a soffrire sul fronte della sicurezza e dell’economia”, ha detto il presidente dell’Autorià nazionale palestinese al termine di un colloquio a Ramallah con il premier britannico Blair, che ha espresso il suo ”pieno appoggio” prima di incontrarsi con le autorità israeliane. In serata, la tregua tra Hamas e Fatah è stata rotta da scontri a fuoco: un morto e tre feriti. Inoltre, tre persone sono state rapite da miliziani di Hamas, dieci da parte di miliziani di Fatah. Il vicepremier israeliano Peres: ”Non abbiamo niente a che vedere con quello che succede e qualsiasi intervento da parte nostra avrebbe ripercussioni negative”. Il Papa: ”La pace in Medio oriente può nascere solo dal dialogo cristiani, ebrei ed islam”. *** ’L’Iran avrà l’atomica entro 3 o 4 anni, se il suo programma proseguirà al ritmo attuale”. L’allarme è stato lanciato dal capo del Mossad, Meir Dagan, durante un’audizione alla commissione Esteri della Knesset. Già nel 2003, il capo dell’intelligence israeliana aveva avvertito che il programma nucleare iraniano costituiva ”la più grave minaccia” allo Stato ebraico dalla sua costituzione, nel 1948. Il governo iraniano ha ordinato alla banca centrale di convertire in euro le attività denominate in dollari detenute all’estero e di rimpiazzare la divisa Usa con quella europea nelle transazioni con l’estero e negli scambi internazionali. *** La Nordcorea chiede la fine delle sanzioni come condizione per tornare al tavolo dei negoziati. E’ quanto emerso a margine dei colloqui a sei (coinvolgono Usa, Russia, Corea del Sud, Giappone e Cina) in corso a Pechino. Per il ministro della Difesa giapponese, Fumio Kyuma, il regime di Pyongyang ”sembra il Giappone prebellico: non si sa cosa ci si può aspettare”. *** A Baghdad almeno 14 morti e 10 feriti per un attentato con un’autobomba piazzata vicino a un mercato della capitale irachena. La Mezzaluna Rossa ha sospeso tutte le attività a Baghdad all’indomani del sequestro di circa 25 membri (14 sono poi stati rilasciati) dell’organizzazione umanitaria. Ieri ha giurato il nuov segretario Usa alla Difesa, Robert Gates, chiamato a gestire il dossier iracheno dopo l’era Rumsfeld. *** Castro ”non tornerà più a governare”. Fonti del partito unico cubano hanno riferito a una delegazione di parlamentari Usa che ”non ha il cancro”. ”Ma la transizione dei poteri è già avvenuta. Quando Fidel tornerà in pubblico, non sarà alla sua scrivania, ma solo per dimostrare che è vivo e sta meglio”, ha detto uno dei parlamentari, il democratico William Delahunt. *** In Nigeria guerriglia ancora all’attacco degli impianti petroliferi. Due bombe hanno colpito i complessi residenziali Agip e Shell di Port Harcourt, nel delta del Niger. Non risultano feriti né vittime. *** Record del deficit corrente Usa a 225,6 mld di dollari nel terzo trimestre. Gli analisti si attendevano un rialzo a 225 miliardi.