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 2006  dicembre 18 Lunedì calendario

ALAGNA

Roberto • Radames
nell’Aida versione kolossal di
Zeffirelli, il 10 dicembre 2006,
prima recita del turno abbonati
della Scala, conclusa la romanza
’Celeste Aida” fra applausi
ma anche dissensi e ”buu” dal
loggione, ha alzato il braccio
con un perentorio pugno chiuso
e lasciato il palcoscenico (cosa
mai accaduta prima). Alberto
Mattioli: «Chi era in teatro assicura
che le reazioni della platea
non erano state disastrose. Era
il primo pubblico ”vero” ad
ascoltare quest’Aida, cioè un
pubblico non di ministri, petrolieri,
giornalisti, invitati, imbucati,
nani e ballerine, ma quello
degli abbonati del turno A che
alla Scala ci vanno da una vita
cacciando i ”dané”, e pure non
pochi. In effetti c’era stato l’applauso
che accoglie ogni Radames
che deve iniziare l’opera a
gola fredda arrampicandosi sul
pentagramma come Bugno sul
Pordoi. Applauso fiacco, magari,
ma, insomma, applauso. Però,
per disgrazia della Scala e di
Alagna, un loggionista ha fatto
l’errore di gridare ”Bravo!”. Al
che è partita una raffica di ”Ma
che bravo!”, qualche fischio e
diversi ”Buuu!”. Niente di grave:
alla Scala si è sentito ben di
peggio, da entrambi i lati del
palcoscenico. Ma per i nervi di
Alagna è stato fin troppo» • «Me
ne sono andato perché era tutto
preparato e io non merito questa
accoglienza. Sapevo che
avrebbero fischiato, erano prevenuti.
Ho sentito un buu appena
entrato in scena, prima ancora
di iniziare a cantare» • Già
dopo la prima si era lamentato:
«Sono stato bravissimo, peggio
per chi non l’ha capito. Alla Scala
non tornerò più. Non è un
teatro, è un’arena. I professionisti
qui sono manipolati. Do il
cuore e il sangue quando canto.
Ho fatto il si bemolle acuto e poi
ribadito all’ottava sotto, quindi
ho aggiunto una frase, e questo
è passato inosservato. Non si è
parlato del lavoro minuzioso sul
fraseggio, del colore della voce,
del pathos. Con Zeffirelli e con
Chailly ho avuto un feeling perfetto.
Ma con quale risultato?» •
Il direttore Riccardo Chailly ha
continuato accompagnando Amneris
nel ”Quale insolita gioia
nel tuo sguardo...”, Alagna è stato
sostituito da Antonello Palombi,
prima in jeans e poi nel
costume di scena. Enrico Girardi:
«Dirà che la colpa è dei critici,
che avrebbero condizionato
il giudizio del pubblico, o del sistema
attuale, che privilegia direttori
e registi ai cantanti: queste
sì, sono note ”stonate” che
un buon tenore come lui potrebbe
risparmiarsi. Ha sbagliato un
rigore. Capita. Un giocatore, come
si dice in gergo sportivo,
’con gli attributi”, si fa coraggio
e dà l’anima per trasformare il
fischio in applauso. Sa che a
curve e loggioni basta poco per
portarti dalle stalle alle stelle e
viceversa. Ma è più facile giocare
in trasferta a Sanremo che restare
a San Siro e mettercela
tutta pur di ”tornare vincitor”...»
• Il tenore Walter Fraccaro: «Ha
ceduto allo stress. stato un gesto
inconsulto. Come la testata
di Zidane a Materazzi» • Il 14 dicembre
alle 19.45 si è presentato
in piazza della Scala mentre stava
per cominciare la quarta recita
dell’Aida. Ha detto: «Non sono
qui per protestare, ma per discolparmi.
Come Radames accetto
la mia sorte. Sono qui solo
per prendermi un ultimo ricordo
». La
Repubblica:
« salito
sulla panchina
e ha
scattato una
foto del teatro.
Poi ha intonato ”Addio
fiorito asil, di letizia
e d’amore” dalla
Madama Butterfly di
Puccini, dove il fiorito
asil era la Scala».
Quindi s’è confidato:
«Ho amato tanto
questo teatro: anni fa
ho cantato Bohème
due giorni dopo la morte
della mia prima moglie,
immaginate in
che condizioni. Questa
volta però mi hanno lasciato
solo. Mentre cantavo non stavo
bene, le gambe mi tremavano,
avevo la glicemia a zero. Ma loro
non si sono fermati nemmeno
un minuto, nessuno è venuto nel
mio camerino. Avrei potuto avere
un collasso» • Due giorni dopo
i fatti dell’Aida, la moglie Angela
Gheorghiu, soprano (insieme
fanno «la coppia più famosa
del mondo della lirica») ha lasciato
la produzione del Don
Carlo, in cartellone al Covent
Garden di Londra, ufficialmente
«perché non si sente a suo agio
nel ruolo di Elisabetta», secondo
le voci perché in disaccordo
col direttore Antonio Pappano.
In precedenza, a Ravenna, se
n’era andata durante le prove di
Pagliacci per un rimprovero di
Muti.