Corriere della Sera 16/12/2006, pag.43 Sergio Romano, 16 dicembre 2006
I numeri in piazza e le bugie della politica italiana. Corriere della Sera 16 dicembre 2006. Nel febbraio del 2003, il centrosinistra ha organizzato una manifestazione in piazza San Giovanni a Roma; per gli organizzatori i partecipanti erano tre milioni
I numeri in piazza e le bugie della politica italiana. Corriere della Sera 16 dicembre 2006. Nel febbraio del 2003, il centrosinistra ha organizzato una manifestazione in piazza San Giovanni a Roma; per gli organizzatori i partecipanti erano tre milioni. La Questura ha valutato in circa seicentocinquantamila le presenze. Sabato 2 dicembre il centro destra ha organizzato nella stessa piazza una manifestazione; secondo gli organizzatori, i manifestanti erano due milioni. La Questura ha stimato una presenza di circa settecentomila persone. L’on. Fassino, in una intervista, ha affermato che non si è fatto impressionare dalle duecentocinquanta o trecentomila persone che hanno dimostrato, visto che nel 2003 loro in piazza ne avevano portate tre milioni. Penso che anche a un lettore distratto salti all’occhio che c’è qualche numero che non torna. Romolo Rubini Caro Rubini, i numeri delle manifestazioni, come quelli degli scioperi, non tornano mai. In una rivista diretta da Giuseppe Galasso ( Acropoli) apparve su questo argomento, nel dicembre del 2001, un editoriale intitolato «Stile Italiano». Galasso è storico dell’Europa, dell’Italia e del Mezzogiorno. Ma è stato anche parlamentare, presidente della Biennale di Venezia, sottosegretario ai Beni culturali e autore di un famoso decreto sulla tutela del paesaggio italiano. Può parlare di politica, quindi, con distacco, ironia e un certo bonario scetticismo napoletano. Nell’editoriale di Acropoli decise di affrontare il problema dei numeri con gli strumenti dell’architettura e dell’urbanistica. possibile, si chiese, che in una piazza italiana si raccolgano un milione o mezzo milione di persone? Ecco alcuni numeri. I metri quadrati di piazza del Duomo a Milano sono 18.000, quelli di piazza del Popolo a Roma 21.000, quelli di piazza del Plebiscito a Napoli 25.000, quelli di piazza San Giovanni e dello spazio al di là della Porta circa 50.000. «Si può anche pensare», continua Galasso, «che vi siano 4 persone per metro quadrato» (a me sembrano persino troppe). Ma è bene ricordare che non tutto lo spazio di una piazza è utilizzabile. Vi sono monumenti, fontane, aiuole, chioschi, per non parlare della grande tribuna per gli oratori, spesso circondata da una zona di sicurezza. Conclusione: se sono davvero grandi e gremite le piazze possono contenere fino a 100.000 persone, ma negli altri casi, anche se la manifestazione ha dato buoni risultati, è meglio attestarsi sui 50.000. Galasso applica gli stessi criteri ai cortei. Quando apprendiamo che «un milione di persone hanno sfilato nelle vie della capitale», dovremmo ricordare che un milione è più o meno la popolazione di Napoli e Torino. Se un milione di napoletani scendesse in piazza, conclude Galasso, «vuol dire che nelle case, uffici, servizi ecc. non è rimasto quasi più nessuno; e anche se si fa conto su un generoso afflusso dalla provincia, si resta sempre molto al di sopra del verosimile, anzi, spesso, del possibile». Spero che Galasso mi perdonerà se le rispondo, caro Rubini, che queste cifre e considerazioni non hanno alcuna importanza. Esiste nella politica italiana un patto tacito che consente a ogni organizzazione (partito, sindacato, associazione di categoria) di moltiplicare per tre, se non per quattro, il numero delle persone che partecipano alle loro assemblee e manifestazioni. Tutti sappiamo che questi dati sono grossolanamente esagerati, ma le bugie di Tizio autorizzano quelle di Caio e tutti, apparentemente, sono felici. ciò che accadeva nella città di Tarascona quando Tartarino raccontava ai suoi concittadini le sue strabilianti avventure. I tarasconesi sapevano che non era vero, ma lo ascoltavano con piacere ed erano contenti di avere un concittadino così esuberante. Sergio Romano