Paolo Ciccarone, "Avvenire" 14/12/2006;, 14 dicembre 2006
Data la crescente diffusione di malattie tra gli ex lavoratori della formula 1, la Fia sta svolgendo un’indagine per capire quali rischi comporti l’inquinamento che impregna i box
Data la crescente diffusione di malattie tra gli ex lavoratori della formula 1, la Fia sta svolgendo un’indagine per capire quali rischi comporti l’inquinamento che impregna i box. Tra i principali sospetti, le benzine sintetiche usate all’inizio degli anni 90. Andrea Chiesa, all’epoca pilota Fondmetal e attuale telecronista della televisione svizzera: «Una volta ero all’uscita dei box dietro alla McLaren di Senna, sono quasi svenuto nell’abitacolo per i fumi di scarico respirati. Non mi ripresi molto presto». Alcuni se la prendono con le polveri in carbonio dei freni. Una fonte della Brembo: «Sono venuti in azienda a prelevare tutto e a verificare i processi lavorativi, ma hanno anche scoperto che le dimensioni delle polveri sono tali da non entrare in circolo per via respiratoria». Riccardo Ceccarelli, medico della Toyota: «Il problema è capire se l’incidenza dei tumori e delle malattie presenti in F.1 e nel mondo dei motori sia in media con quanto accade all’esterno o se ci siano dei picchi dovuti all’ambiente di lavoro, sia per i piloti sia per i meccanici».