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 2006  dicembre 18 Lunedì calendario

Scontri a fuoco tra hamas e fatah, Haniyeh sfugge a un agguato. Il Foglio 16 dicembre 2006. Tensione altissima nei Territori dopo che il premier palestinese è scampato, rientrando dal valico di Rafah, a un attentato in cui suo figlio è rimasto ferito e una guardia del corpo è morta

Scontri a fuoco tra hamas e fatah, Haniyeh sfugge a un agguato. Il Foglio 16 dicembre 2006. Tensione altissima nei Territori dopo che il premier palestinese è scampato, rientrando dal valico di Rafah, a un attentato in cui suo figlio è rimasto ferito e una guardia del corpo è morta. Ismail Radwan, esponente di Hamas, ha accusato Mohammed Dahlan, uomo forte di al Fatah nella Striscia di Gaza, e ha chiesto a Mahmoud Abbas di ”dissociarsi”. ”Sono dispiaciuto”, ha detto il presidente dell’Anp che oggi terrà un discorso. A Gaza migliaia di sostenitori di Hamas sono scesi in piazza nel 19mo anniversario della fondazione del partito estremista. Haniyeh ha rivolto un appello affinché ”venga preservata l’unità nazionale” e ”non sia sparso sangue palestinese”. Ma negli scontri a Jenin un ragazzo è morto, decine i feriti a Ramallah. Il Jihad islamico ha sparato 8 razzi contro Israele, provocando molti danni e feriti. D’Alema ha criticato Israele per la chiusura di Rafah: ”Ha ostacolato l’accordo per la libertà di accesso e movimento a Gaza”. *** L’Europa ancora divisa sulla Siria, con la Francia nettamente contraria al dialogo e l’Italia a guidare il fronte opposto. ”Ci sono posizioni totalmente diverse” ha ammesso Prodi. Al vertice di ieri dei 25 paesi dell’Unione è terminata la presidenza di turno della Finlandia, che passa ora alla Germania. Nel documento finale del summit si legge che ”il ritmo di allargamento deve tener conto della capacità dell’Unione di assorbire nuovi membri”. A gennaio entreranno Bulgaria e Ronaia, ma secondo D’Alema ”per proseguire l’allargamento occorre prima riformare le istituzioni europee”. L’Europa ha chiesto la ”fine immediata” delle ostilità in Darfur e ha chiesto al Sudan di assumersi ”le sue responsabilità” e di ”far cessare l’impunità” nella regione. *** ’L’Iran ha preso la sua grande decisione”, ha detto ieri il presidente Ahmadinejad senza precisare a cosa si riferisse. Ma il quotidiano israeliano Maariv rivela che pochi giorni fa Ahamadinejad ha detto al premier palestinese Haniyeh che tra quattro mesi darà ”un annuncio sensazionale che cambierà gli equilibri strategici del Medio oriente”, un’allusione ai consistenti progressi nella produzione nucleare. *** In Afghanistan 3 morti per un’autobonba scoppiata al passaggio di un convoglio Isaf. L’attentato, avvenuto a Gardez, nella provincia di Paktia, è stato rivendicato dai talebani ed è costato la vita a un soldato afghano, un passante e l’attentatore suicida. Nella provincia meridionale di Kandahar, roccaforte della guerriglia, la Nato ha dato il via a un’operazione in grande stile con centinaia di soldati britannici, estoni e danesi, appoggiati da veicoli corazzati. *** In Nigeria nuovo attacco a un impianto petrolifero, quello della Shell sul fiume Nun: sono stati presi in ostaggio diversi operai e soldati. Una settimana fa erano stati rapiti tre italiani e un libanese (tuttora prigionieri) da una stazione dell’Agip.