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 2006  dicembre 14 Giovedì calendario

Cento, finora, i pensionati italiani ebrei raggiunti da provvedimento dell’Inps di revoca della pensione sociale

Cento, finora, i pensionati italiani ebrei raggiunti da provvedimento dell’Inps di revoca della pensione sociale. Motivo: il divieto di cumulo con altri redditi, nella fattispecie l’assegno di benemerenza come perseguitati razziali. Unico precedente il caso di Lili Ascoli Magrini, ebrea di Ferrara, cent’anni il prossimo 31 dicembre (viceversa, a lei era stato revocato l’assegno di benemerenza). Gloria Arbib (Ucei, Unione delle comunità ebraiche): "Continuano ad arrivarci proteste. Non solo di chi è stato cacciato dalle scuole o ha perso il lavoro per le leggi razziali, ma perfino da reduci di campi di concentramento. L’Inps valuta come pensione di reddito l’assegno di benemerenza. Quindi revoca la pensione sociale data a suo tempo a chi era a reddito zero. Abbiamo investito del problema il Comitato di vigilanza dell’Inps e la dirigente, dandoci ragione, ha chiesto lumi al Ministero dell’Economia. Un direttore generale, tale Carmenini, ha fatto sapere che è giusto così. I vitalizi sono indennizzi e vanno trattati come pensioni di guerra. Costituiscono, dice lui, reddito. Perciò è lecito togliere le pensioni sociali". Come conseguenza della revoca l’Inps chiede anche la restituzione degli arretrati della pensione indebitamente ricevuta a decorrere dal versamento dell’assegno di benemerenza. Come ai coniugi Rosa Moscato, 72 anni, e Sergio Di Veroli, 77 anni, che oltre a non ricevere più la pensione, con effetto immediato da questo dicembre, devono restituire, rispettivamente, 7.976,72 e 12.927,10 euro. I due, che pagano 1.100 euro di affitto per un bilocale, hanno titolo all’assegno, lui, per aver perso il padre in seguito alle torture subite in via Tasso a Roma, ed entrambi per essere stati espulsi dalla scuola elementare per motivi razziali).