Andrea Tarquini, La Repubblica, 14/12/2006, pg 61, 14 dicembre 2006
Avranno 9.250 euro a testa i 167 sportivi dell’ex Germania socialista, che nel 2001 chiesero giustizia e indennizzi per le conseguenze gravissime del doping ”di Stato” praticato per anni sulla loro pelle
Avranno 9.250 euro a testa i 167 sportivi dell’ex Germania socialista, che nel 2001 chiesero giustizia e indennizzi per le conseguenze gravissime del doping ”di Stato” praticato per anni sulla loro pelle. Un gesto importante del Dosb, la federazione olimpica tedesca, ma poco più che simbolico e che comunque giunge a una microscopica parte di quella legione (erano circa diecimila) allevata in laboratorio per conseguire prestazioni eccezionali. Negli anni, gli effetti del doping furono devastanti: un quarto degli atleti è stato colpito dal cancro, un quarto ha avuto lesioni al fegato. Due su tre soffrono di problemi psicologici gravi, un terzo d’irregolarità ormonali. Spinte dalle cure ormonali del regime, alcune donne diventarono uomini. A molti ragazzi crebbe il seno. Le gravidanze interrotte sono state 32 volte superiori alla media normale: figli nati morti o affetti da malformazioni 10 volte più del consueto. Queste e tante altre aberrazioni sono narrate in uno studio di 900 pagine, a cura di Giselher Spitzer per l’università Humboldt di Berlino. Spitzer ha condotto interviste-inchiesta con 52 ex sportivi della Ddr, 24 uomini e 28 donne, distribuiti tra 24 discipline sportive.