Elena Dusi, La Repubblica, 14/12/2006, pg. 37, 14 dicembre 2006
Circa 40 mila anni fa, la divisione del lavoro tra uomini e donne ciò che ha salvato l’homo sapiens dall’estinzione, a contrario dell’uomo di Neanderthal, dove maschi, femmine e bambini erano tutti assieme nella prima linea della caccia
Circa 40 mila anni fa, la divisione del lavoro tra uomini e donne ciò che ha salvato l’homo sapiens dall’estinzione, a contrario dell’uomo di Neanderthal, dove maschi, femmine e bambini erano tutti assieme nella prima linea della caccia. Nei gruppi di sapiens, invece, le donne preparavano il cibo e gli uomini catturavano animali. Quando il clima si raffreddò e la selvaggina cominciò a scarseggiare, fu la fine per i Neanderthal , che scomparsero 30 mila anni fa dall’Europa, incapaci di affrontare la nuova situazione. Le donne sapiens, invece, avevano imparato l’agricoltura, la concia delle pelli e quant’altro potesse servire alla sopravvivenza domestica. Insomma, la divisione dei ruoli ha salvato la nostra specie. Cosi affermano due ricercatori dell’Arizona, Steven Kuhn e Mary Stiner, su un articolo apparso su ”Current Anthropology”. Poco convinta Maria Giovanna Belcastro, paleoantropologa all’Università di Bologna. A suo avviso, i bimbi diventano autonomi molto tardi rispetto ad altre specie. Quindi le donne dovevano per forza accudirli. Una distinzione dei ruoli doveva esistere anche tra i Neanderthal. Lo studio di Kuhn e Stine ha suscitato polemiche e vasti echi antifemministi, ma i due aggiungono: ”Siamo certi della divisione del lavoro fra uomini e donne. Ma non possiamo dire con certezza quale fra i due sessi s’occupasse di cucire tende e vestiti”.