Alessandra Farkas, Corriere della Sera, 13/12/2006, pg. 27, 13 dicembre 2006
La discriminazione tra i sessi che affligge l’Occidente avrebbe radici fin nella ”paghetta” offerta dai genitori ai figli
La discriminazione tra i sessi che affligge l’Occidente avrebbe radici fin nella ”paghetta” offerta dai genitori ai figli. Lo afferma uno studio dell’Università del Michigan. Dopo aver analizzato 3.000 ragazzi tra i 10 e i 18 anni in tutti gli Stati Uniti, è stato rilevato che i maschi incassano il 10-15% in più delle sorelle, anche se passano il 30% di tempo in meno a fare lavori domestici (due ore in meno delle femmine). E la divisione tra i lavori è simile a quella in voga in era prefemminista. I maschietti lavano la macchina e portano fuori la spazzatura; le femmine lavano piatti e rassettano. ”I maschi sono pagati di più perché fanno ancor oggi lavori che gli adulti giudicano remunerabili”, spiega l’economista Frank Stafford, autore dello studio. ”I compiti femminili sono invece considerati di routine. Non sono pagati e ricadono sulle ragazze”. ”In piccolo – ha osservato la sociologa dell’università del Maryland, Suzanne Bianchi, ”queste cifre ricalcano il gap esistente ra gli adulti: con le donne, anche le madri e le mogli in carriera, che in media contribuiscono con quasi 20 ore alla settimana al buon andamento della casa, contro solo otto dei mariti”.