Seth Mydans, La Repubblica, 08/12/2006 ཿ Copyright New York Times-La Repubblica, trad. di Marzia Porta, 8 dicembre 2006
”Gli Zippo erano i testimoni, e io non sono che colui che porta il messaggio”. Così parla Bradford Edwards, collezionista e artista americano molto spesso in trasferta a Ho Chi Minh City, in Vietnam
”Gli Zippo erano i testimoni, e io non sono che colui che porta il messaggio”. Così parla Bradford Edwards, collezionista e artista americano molto spesso in trasferta a Ho Chi Minh City, in Vietnam. L’oggetto delle sue ricerche e della sua arte sono gli accendini Zippo disseminati al fronte dai soldati americani, che ha cominciato a raccogliere vdurante gli anni ”90. ”Ne ho avuti per le mani a migliaia. Forse 10.000”, afferma. Edwards ha 52 ed è figlio di Roy Jack Edwards (deceduto nel 2005), pilota da combattimento in Vietnam e insegnante all’Accademia Navale. Uno dei cento piloti dei Marines. Lo Zippo è un oggetto oblungo e metallico, spesso placcato ottone, alto 5,8 cm e dal peso di 60 g. In Vietnam erano un mito tra i soldati, che vi facevano incidere motti e pensieri nelle tante piccole botteghe specializzate lungo le strade di guerra. ”La morte è il mio mestiere, e il lavoro mi sta andando bene”. ”Ho attraversato la valle della morte. Io non temo il male perché sono il peggior figlio di puttana di tutta la valle”. ”Non provo paura, ma solitudine”. ”Per favore non parlatemi del Vietnama, perché ci sono stato”, ”Se me l’hai fregato da morto spero che ti porti la stessa fortuna che ha portato a me”… esempi illuminanti. Edwards non si limita a collezionare gli accendini, ma li reinterpreta con molte tecniche artistiche, creandone poesie visive. Le sue opere di ”Zippo-art” sono state esposte a Oakland (California) dove vive, e nella capitale vietnamita.. Un volume dei suoi lavori, ”Vietnam Zippo”, sarà pubblicato l’anno prossimo per la Asia Link di Londra.